L’orologiaio miope

L'orologiaio miope - Lisa Signorile

Oggi vi parlo di un libro davvero molto particolare, perfetto per chi è attratto e incuriosito dal mondo animale e che non sia molto impressionabile. L’orologiaio miope di Lisa Signorile è un saggio pubblicato nel 2012 che ho scoperto per puro caso in un momento nel quale ero alla ricerca di una lettura un po’ diversa. Un acquisto al buio che si è rivelato davvero soddisfacente.

Avete mai sentito parlare di lumache verdi capaci di fare la fotosintesi come le piante? Avete mai pensato di dovervi guardare da un grazioso e insospettabile uccellino con la speciale caratteristica di essere velenoso? Siete proprio sicuri di essere da soli quando andate a letto? Lisa Signorile ha raccolto ne L’orologiaio miope numerose curiosità riguardanti animali spesso sconosciuti ai più, che vi faranno letteralmente restare a bocca aperta per la sorpresa. Un viaggio meraviglioso tra specie strane e allo stesso tempo incredibili, che nel corso di milioni di anni sono state capaci di adattarsi a habitat e situazioni sempre più estreme e che oggi, anche a causa nostra, rischiano di perdere la loro battaglia per la sopravvivenza.

Sono da sempre affascinato e attratto dagli animali, dalla biologia e soprattutto dall’etologia: scoprire come la natura sia riuscita a inventarsi e, spesso, reinventarsi per adattarsi a un mondo in continua mutazione è una cosa che mi lascia ogni volta meravigliato.

L’orologiaio miope è un interessante saggio suddiviso in cinque macro sezioni, ognuna delle quali raggruppa animali accomunati da uno specifico comportamento o da una qualche caratteristica. Il viaggio comincia con la scoperta di alcune specie che nel corso delle ere, sono state capaci di adattarsi ad ambienti estremi, sviluppando caratteristiche fisiche e comportamentali incredibilmente specializzate. La seconda parte riguarda i parassiti, animali che vivono alle spalle di qualcun altro causandone spesso la morte: scoprire dell’esistenza di una specie di larva capace di entrare nel corpo di alcuni granchi prendendone letteralmente il controllo, fisico e mentale, è stato a dir poco sconvolgente, come leggere il copione di un film di fantascienza. Lisa Signorile ci descrive poi alcune specie purtroppo sconosciute al grande pubblico e che rischiano seriamente di scomparire proprio a causa nostra. Il viaggio prosegue con una carrellata di animali che per sopravvivere alle trasformazioni del pianeta e dell’ambiente hanno sviluppato adattamenti a dir poco straordinari, come l’Elysia, una lumaca verde capace di fare la fotosintesi o di alcuni anfibi che non si sviluppano mai in individui adulti. Infine faremo la conoscenza di animali che hanno fatto del veleno la loro arma vincente; alcuni di loro sono capaci di produrla autonomamente mentree altri la ereditano grazie alla loro particolare dieta.

Tutto il libro è condito da un fresco e leggero umorismo che rende la lettura ancora più piacevole. Il linguaggio usato è abbastanza semplice, più o meno alla portata di tutti anche se non mancano termini tecnici, cosa inevitabile trattando argomenti così specifici. Nonostante questo anche un profano può leggere e comprendere tutto senza grandi difficoltà.

L’orologiaio miope è un saggio perfetto per chiunque abbia voglia di scoprire qualcosa di più sul mondo animale, consapevole del fatto che non si parla di specie molto note, ma credo che proprio questa sia la cosa interessante. Un appunto è d’obbligo: fin dall’inizio ho sentito la mancanza di immagini che mi mostrassero gli animali dei quali si sta parlando. Trattandosi di specie spesso ignote, avrei davvero apprezzato qualche foto o qualche illustrazione che mi permettesse di dare una forma a descrizioni che in alcuni casi sono di difficile realizzazione. Va detto che io ho preso la versione in ebook e non sono riuscito a trovare quella cartacea dove, magari, le immagini ci sono. Sono convinto che con questo accorgimento la lettura sarebbe stata ancora più piacevole e coinvolgente.

Consiglio L’orologiaio miope di Lisa Signorile a chiunque si senta un po’ curioso ed esploratore. Per avere un assaggio dello stile di questa giovane biologa , vi invito a visitare il suo omonimo blog L’orologiaio Miope dal quale è stato tratto il libro di cui vi ho appena parlato.


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