Io sono Malala

Io sono Malala - Malala Yousafzai

Il libro di cui vi parlo oggi è la biografia di una ragazza speciale, coraggiosa e con un ideale per il quale è disposta a tutto, anche a rischiare la sua giovane vita. Io sono Malala, di Malala Yousafzai (2013) è probabilmente uno dei libri più belli che mi sia capitato di leggere. Un libro che ti segna dentro in modo indelebile: vi renderete conto che dopo averlo letto, qualcosa dentro di voi sarà cambiato.

Io sono Malala è più che una semplice biografia; in questo libro, la giovane Malala racconta la storia del suo paese, ci parla della sua famiglia e condivide con tutti noi la sua ancora breve, ma incredibile vita dedicata alla lotta a favore dell’istruzione delle donne nel mondo.

Dopo gli ultimi avvenimenti, dall’attentato alle Torri Gemelle fino alla guerra in Afghanistan e alla comparsa dei talebani, nel mondo si sono diffusi a velocità allarmante pregiudizi e convinzioni sul mondo musulmano che,  ovviamente, non rispecchiano la realtà o, almeno, non sono la sola realtà.

Con questo libro, Malala Yousafzai ci racconta com’è la vita nello Swat, la sua bellissima e verde regione, e nel Pakistan in generale, ci parla delle tradizioni della cultura musulmana e di quella pashtun, della storia del suo paese, una storia breve, cominciata solo nel 1947 e già così ricca di avvenimenti terribili, guerre e rivolte. Ci racconta della condizione delle donne e di come vi siano alcuni uomini che combattono per migliorarla, tra i quali suo padre. Ci racconta della sua famiglia, una famiglia felice, dei suoi genitori innamorati e sempre pronti a sostenersi a vicenda; di suo padre e del suo sogno di costruire scuole per tutti, maschi e femmine, perché solo con l’istruzione si può costruire un futuro migliore per il paese, ci parla della sua lotta contro i talebani, portata avanti con coraggio rischiando ogni giorno la vita; ci racconta di sua madre, donna forte, coraggiosa e sempre pronta a sostenere le scelte del marito,  anche quando significa andare contro al regime di terrore dei talebani. Ci racconta dell’unione felice dei suoi genitori, sposati per amore, di un marito che si confida e chiede consigli alla moglie, cosa di solito non comune nella loro cultura. Ci parla di un padre orgoglioso di sua figlia, di una figlia femmina, del loro splendido rapporto e della loro lotta a favore dell’istruzione femminile.

Nella sua biografia Malala ci parla anche dei talebani, del loro arrivo e delle loro idee nei confronti delle donne, creature inferiori che dovrebbero stare chiuse in casa, uscire solo se accompagnate da un parente uomo, che non possono studiare o farsi vedere se non da altre donne, che devono indossare il burqa, che non possono cantare o ballare. Ci racconta di come, dicendo di agire per l’Islam, impongono leggi che non rispecchiano il volere di Dio come scritto nel Corano: niente tv, niente dvd, niente musiche se non approvate, niente vaccini; perché tutto questo è occidentale e chi trasgredisce è un traditore della legge e del suo popolo e merita la morte.

Malala ci parla anche dell’attentato al suo pullman di scuola, quando i talebani avevano deciso che era ora di toglierla di mezzo e, anche se era solo una ragazzina, non hanno esitato a spararle in faccia. Ma Malala è sopravvissuta alle pallottole, alle dure e delicate operazioni e ha avuto il sostegno di tutto il mondo. Ha fondato un’associazione, ha parlato all’ONU, è stata la più giovane candidata al premio Nobel per la pace e continua a portare avanti la sua coraggiosa lotta per il diritto delle ragazze e delle donne ad avere un’istruzione. L’attentato che l’ha coinvolta ha solo reso la sua voce ancora più potente.

Quello che veramente mi ha colpito è che in tutto il libro Malala non si fa mai vanto di quello che fa, raccontando la sua storia con umiltà e semplicità, convinta che quello che ha fatto e che sta continuando a fare sia semplicemente necessario, un dovere nei confronti di tutte le bambine e le donne, e che per questo non debba essere premiata.

Mi sono dilungato un po’, ma Io sono Malala è un libro che merita qualche parola in più del solito. Si tratta di una storia davvero istruttiva e credo che tutti dovremmo leggerla per capire quanto siamo fortunati a poter andare a scuola, a poter dire ciò che pensiamo senza poi aver paura di uscire di casa e di essere uccisi da un attentatore kamikaze. Questo libro dovrebbe essere dato da leggere a scuola, magari nei primi anni delle superiori, perché gli studenti capiscano che al mondo c’è chi è disposto a morire pur di poter studiare. Dovrebbe essere letto dagli adulti perché si rendano conto che i pregiudizi che abbiamo sono solo stupidaggini e che esistono uomini e donne che lottano ogni giorno contro le assurde imposizioni dei talebani.

Io sono Malala è un libro che deve essere letto perché regala qualcosa che rende migliori. Ve lo consiglio davvero e vi lascio con quella che forse  è la frase più bella di questa giovane e coraggiosa ragazza oggi costretta a vivere lontana dal suo paese: “Io sono Malala. Il mio mondo è cambiato, ma io no.”

Leggetelo, non ve ne pentirete.


Commenti

Io sono Malala — 10 commenti

    • Il linguaggio usato nel libro è semplice e chiaro, una ragazzina di 12 anni non dovrebbe avere grandi difficoltà a leggerlo. Malata usa alcuni termini della sua lingua ma in fondo al libro c’è un pratico glossario. Non è un libro breve e i temi sono comunque impegnati, probabilmente più adatto tra i 14 e i 15 anni, ma se è una appassionata lettrice secondo me può andare più che bene. È un libro stupendo che sarebbe bello fosse letto anche a scuola. Al massimo lo leggerà più avanti :)

      • grazie Fabio mi hai convinto, sei stato molto gentile per avermi aiutato.

        buona lettura :) prometto che mi compro pure io il libro.
        la ringrazio ancora.

        buona vita…

        Riccardo.

    • Nell’edizione che ho letto io, in fondo, era stato inserito un breve dizionario dei termini che in effetti non sono molto comprensibili. L’ho trovato molto utile per comprendere meglio la lettura di questo libro.

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