Il nuotatore

Il nuotatore - Joakim Zander

Eccomi finalmente con una nuova recensione. Ultimamente vado un po’ a rilento e anche il blog purtroppo ne risente… Oggi vi parlo del thriller Il nuotatore di Joakim Zander, un romanzo che mi è stato regalato a Natale e che ha ricevuto ampio spazio sulla pagina Facebook nel corso della lettura per via di alcuni poco graditi dettagli. Ma andiamo con ordine.

Nei primi anni ’80, a Damasco, una donna resta vittima di un attentato mentre cerca di mettere in moto l’auto del compagno, un agente segreto che, distrutto per la terribile perdita, è costretto ad abbandonare la figlia neonata all’ambasciata svedese. Più di trent’anni dopo, la giovane e brillante Klara Walldéen, assistente di un’eurodeputata, si trova tra le mani alcune informazioni sensibili che segneranno per lei l’inizio di un incubo: qualcuno le dà la caccia e farà di tutto per evitare che quelle informazioni vengano diffuse.

Il nuotatore di Joakim Zander è un thriller coinvolgente e caratterizzato da un buon ritmo, soprattutto nella seconda parte della storia. La narrazione procede per capitoli alternati e si divide tra il racconto, in prima persona, dell’agente segreto coinvolto nell’attentato di Damasco, le vicende di Klara e quelle di George, un giovane carrierista senza scrupoli incaricato di tenere d’occhio ogni sua mossa.

Diciamo pure che Il nuotatore non presenta elementi di grandissima originalità e si limita a riproporre il sempreverde classico del complotto governativo arricchito da un contorno di spionaggio e mistero che, nel complesso, funziona. Alcuni passaggi della storia risultano poco credibili, ad esempio il fatto che l’assistente di una europarlamentare lasci tutta la notte il pc in ufficio, acceso in stand-by e senza la protezione di una password: insomma, mancava giusto il cartello “accomodatevi” fuori dalla porta (che almeno era chiusa a chiave).

I personaggi sono probabilmente il punto forte del romanzo, tutti caratterizzati da una personalità ben definita, si ritagliano rapidamente il proprio spazio nella storia e nell’immaginario del lettore regalandogli la sensazione di conoscerli da tempo. Il racconto è scorrevole, ricco di svolte e colpi di scena, ma con un finale forse un po’ debole: visto il percorso e le continue esplosioni di adrenalina che si susseguono mi sarei aspettato qualcosa di più. Il nuotatore è un buon thriller, perfetto per gli amanti del genere e per chi è in cerca di una lettura che possa regalare qualche ora di svago senza pretese.

Chiudo con una piccola nota: chi segue la pagina Facebook ha avuto il sommo piacere di godere di tutto il mio disappunto per alcune scelte di traduzione, ad esempio l’utilizzo del verbo imprestare, corretto (ho chiesto anche all’Accademia della Crusca), ma colloquiale e non bellissimo in uno scritto. Ma la cosa che in assoluto mi ha più disturbato è il ripetuto utilizzo del verbo trotterellare: avvocati che trotterellano nei corridoi del tribunale; criminali che trotterellano in un inseguimento; inseguiti che trotterellano per scappare. Diciamoci la verità: se si ha più di dieci anni e non si è sui monti tra le caprette con Heidi o non si fa parte dell’allegra combriccola dei trentatré trentini in procinto di entrare a Trento, trotterellare non è un verbo da usare. Scappereste da un assassino che vi insegue trotterellando? Perde completamente di credibilità. Quindi lancio un sentito appello a Bompiani per una modifica nelle future ristampe.

 

Informazioni sul Libro

Titolo: Il nuotatore (or. Simmaren)
Autore: Joakim Zander
Traduttore: Carmen Giorgetti Cima
Editore: Bompiani

Anno di pubblicazione: 2014
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