Il libro dei morti

Il libro dei morti - Douglas Preston e Lincoln Child

Con questo post continuano le recensioni dedicate alla serie di romanzi di Douglas Preston e Lincoln Child con protagonista l’agente Pendergast. Dopo Dossier Brimstone e La danza della morte, Il libro dei morti (2006) conclude la trilogia dedicata a Diogenes, il geniale e malvagio fratello di Aloysius.

Al museo di storia naturale di New York viene recapitato un pacco contenente la stupenda collezione di diamanti appena rubata e ridotta in frantumi. Un danno economico e di immagine al quale il museo vuole rimediare grazie all’aiuto di un anonimo finanziatore e all’inaugurazione di una perfetta ricostruzione della tomba egizia di Senef. Per ricreare le magiche e misteriose atmosfere egizie, il museo decide di organizzare uno spettacolo per la sera dell’inaugurazione grazie al quale i visitatori potranno rivivere il momento della scoperta della tomba e la leggenda della maledizione che l’accompagna.

Tutto sembra procedere per il meglio fino a quando alcuni addetti ai lavori impazziscono improvvisamente diventando violenti e aggressivi, al punto da arrivare persino a uccidere. Ancora una volta l’agente Pendergast dovrà dare prova di tutta la sua abilità per svelare il mistero che si nasconde dietro questi avvenimenti. Ciò che scoprirà però sarà più terribile di qualunque maledizione.

Il libro dei morti è il terzo e ultimo romanzo della trilogia dedicata a Diogenes Pendergast, il fratello psicopatico e geniale di Aloysius. L’ingresso di Diogenes tra i protagonisti della serie segna a tutti gli effetti una svolta nella narrazione e nell’evoluzione del personaggio di Aloysius: a partire da questa trilogia di romanzi, l’alone di mistero che lo ha circondato fin dall’inizio comincia a diradarsi e allo stesso tempo quel senso di superiorità e di fredda tranquillità, da sempre segni particolari del personaggio, iniziano a sgretolarsi sempre più rapidamente mettendo in mostra tutta la sua umanità. Questo tracollo psicologico diverrà sempre più evidente nel corso dei romanzi successivi.

È proprio questo aspetto che rende questo romanzo, se non addirittura questa trilogia, molto avvincente e speciale. La lenta ma inevitabile trasformazione di Pendergast è capace di trascinare il lettore in una spirale di curiosità ancor più della trama stessa; scoprire a poco a poco la storia di un personaggio al quale, dopo diversi romanzi, ci si è ormai affezionati, è una vera emozione, un po’ come conoscere i segreti del passato di qualcuno a noi caro.

Come sempre Il libro dei morti è consigliatissimo, soprattutto a chi ormai è diventato un fan incallito della serie!


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