Il condominio

Il condominio - James Graham Ballard

Eccoci qui. Direi che è il momento di parlare di questo romanzo che, a dire la verità, ho terminato qualche giorno fa. Solitamente scrivo le recensioni a caldo, appena terminata la lettura, ma in questo caso ho preferito prendermi del tempo per rifletterci su. In effetti, più che una preferenza, si è trattata di una vera e propria necessità.

Il condominio di James Graham Ballard è un romanzo distopico pubblicato nel 1975. La storia si concentra in un grattacielo super moderno di quaranta piani con duemila inquilini. Un grattacielo di lusso, con appartamenti di design, due piscine interne e una galleria di negozi, banche e ristoranti. Tutto il necessario, insomma, per consentire ai suoi abitanti di vivere una vita agiata senza quasi dover uscire dal palazzo.

Il declino comincia a causa di una serie di black out elettrici che danno il via a una catena di eventi sempre più violenti: da quelle che inizialmente sono piccole scaramucce tra condomini, si arriva ben presto a un vero e proprio stato di guerra dove ogni parvenza di civiltà viene abbandonata. Ritorsioni e aggressioni sono all’ordine del giorno e porteranno il condominio e i suoi condomini verso una spirale di isolamento e decadenza.

H trovato questo romanzo sugli scaffali di una libreria qualche settimana fa e sono rimasto colpito prima di tutto dalla copertina e, in seconda battuta, dalla trama. Il declino della natura umana, l’inesorabile scivolare verso una condizione quasi animalesca e del tutto scollegata dalle consuetudini della civiltà, sono temi che mi avevano già affascinato in altri due romanzi, seppur con situazioni e metafore differenti: La fattoria degli animali di Orwell e Il signore delle mosche di Golding (entrambi caldamente consigliati).

Mentre leggevo il condominio ho provato sensazioni contrastanti: da una parte rivedevo sotto una nuova luce quegli stessi temi e devo dire che Ballard ha fatto un gran bel lavoro in questo senso. Dall’altro, però, ho sempre avuto la sensazione che qualcosa non fosse al suo posto, che ci fosse nella storia un qualcosa di stridente, dettagli che la rendevano meno efficace degli altri due romanzi citati. La pausa di riflessione mi è molto servita per fare luce su questi miei dubbi e ora provo a condividere con voi le mie conclusioni a riguardo.

Il condominio di Ballard è senza dubbio un romanzo capace di generare nel lettore quel sano malessere derivane dalla consapevolezza che, in fondo in fondo, la natura umana è imprevedibile, a tratti animalesca. Il dubbio che, nella situazione adatta, tutto possa precipitare come descritto in questi romanzi è, di fatto, un pensiero che una volta nella vita ha toccato tutti.

Quello che mi è mancato in questo romanzo è una base sostenibile di ipotesi: se per Il signore delle mosche si trattava di un naufragio su un’isola deserta, nella Fattoria degli animali della morte del fattore, qui, di fatto, manca il vero isolamento. Il condominio si auto-isola dal resto del mondo, ma il tutto avviene in un contesto di ipotesi poco credibili: nessuno a lavoro si domanda che fine abbiano fatto i colleghi che da tempo non si presentano? Nessuno nota lo stato di degrado intorno al condominio di lusso (che non è isolato, ma fa parte di un complesso residenziale)? Nessuno nota le automobili distrutte, le luci completamente spente, le montagne di spazzatura sparpagliate davanti al grattacielo?

Tutti questi fattori mi hanno lasciato un po’ dubbioso e, sebbene capisca che lo scopo del romanzo era tutt’altro e possa assolutamente accettare che centinaia di persone restino volontariamente affascinate dal degrado che loro stessi hanno generato rifiutandosi di abbandonare un luogo malsano pur potendolo fare, faccio più fatica ad accettare che il resto del mondo non se ne accorga o addirittura lo ignori.

O forse è proprio questo il punto, forse è questo l’obiettivo di Ballard: far capire al lettore che il degrado tangibile e visibile interno al condominio è solo un aspetto della perversa natura umana e che, anche da fuori, tra gli agi della vita quotidiana, l’essere umano vede il problema ma, volontariamente, lo ignora. Non saprei, lascio a voi la decisione su questo: per quanto mi riguarda posso dirvi che Il condominio di Ballard è un romanzo interessante, avvincente e che raggiunge il suo scopo e che, allo stesso tempo, mi lascia in sospeso qualche se e qualche ma.

 

Informazioni sul Libro

Titolo: Il condominio (or. Condominium)
Autore: James Graham Ballard
Traduttore: P. Lagorio
Editore: Feltrinelli

Anno di pubblicazione: 2014 (prima ed. originale 1975)
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Commenti

Il condominio — 4 commenti

  1. Ciao, ho terminato la lettura di questo libro dieci minuti fa e ho subito cercato qualche recensione su internet. Così sono arrivata qui :)
    Che dire… Questo libro mi ha disturbato, al punto che ho cercato di leggerlo senza soste per potermene liberare in fretta. Ora che l’ho finito, però, mi rendo conto di come mi abbia messo in moto vari interrogativi e riflessioni, quindi mi ha anche, in un certo senso, catturato. Davvero inquietante scoprire quello che gli uomini possono fare e come possano facilmente sprofondare in un abbrutimento fisico e morale, addirittura compiaciuto. Ed è proprio quest’ultimo aspetto quello che più mi ha turbato: il provar piacere nella degenerazione, la violenza fine a se stessa, l’abbassamento a uno stato di vita animalesco e istintivo come obiettivo per la propria felicità. Ecco, a questo punto credo che tornerò verso letture più consone alla mia sensibilità :)

    • Ciao Daniela e benvenuta! :)
      Il condominio è decisamente un libro strano, disturbante a tratti, sono d’accordo con te. Io le stesse sensazioni le ho avute leggendo “Il signore delle mosche”, con l’aggravante – passami il termine – che in quel caso i protagonisti erano tutti bambini. Se mai deciderai di cimentarti nuovamente in una lettura di questo tipo te lo consiglio perché, nonostante tutto, l’ho trovato molto più bello di questo. Nel frattempo ti auguro tante buone letture!
      A presto,
      Fabio

    • Assolutamente! Si tratta comunque di un buon libro, nonostante i dubbi. Ovviamente se mai deciderai di leggerlo oi sono curioso di conoscere il tuo parere a riguardo :)

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