La Compagnia dei Celestini

La compagnia dei Celestini - Stefano Benni

Oggi, per la prima volta, vi parlo di un romanzo che non sono riuscito a terminare: La Compagnia dei Celestini di Stefano Benni pubblicato nel 1992. Un autore amato da molti e che in molti mi hanno consigliato ma con il quale purtroppo non sono riuscito a instaurare un buon rapporto. Consapevole di entrare in una zona pericolosa e di rischiare il linciaggio, vi spiego i motivi che mi hanno fatto dire “basta”.

A Gladonia viene organizzato il segretissimo torneo mondiale di Pallastrada. Un gruppo di cinque ragazzi decide di scappare dall’orfanotrofio dei Celestini per potervi partecipare. Seguiti a stretto giro da Don Bracco e Don Biffero, decisi a evitare che lo scandalo della fuga diventi di pubblico dominio, e dai giornalisti Fimicoli e Rosalino desiderosi di filmare per la prima volta il segretissimo campionato, i cinque ragazzi dovranno riuscire a raggiungere la loro meta accompagnati anche da una misteriosa e terribile profezia.

Per molto tempo ho sentito palrare di Stefano Benni come di un autore estremamente brillante e divertente così, quando mi sono trovato un suo libro tra le mani ho pensato “Perché no? Proviamo”. Purtroppo il tentativo è andato male e sono arrivato alla conclusione che io e Benni non siamo fatti l’uno per l’altro e in questo nulla di male, sono certo che entrambi sapremo farcene una ragione. Vorrei però spiegarvi cosa mi ha bloccato al punto da farmi decidere di interrompere la lettura poco prima di arrivare a metà del romanzo e magari avere da voi qualche parere a riguardo.

Partendo dal presupposto che il senso dell’umorismo è molto personale e che ognuno trova divertenti cose diverse, la satira contenuta nel libro La Compagnia dei Celestini è assolutamente chiara: dalla Chiesa al Governo, Benni fa un ritratto dell’Italia decisamente poco lusinghiero, forse estremizzato, ma di sicuro basato su un fondo di verità. La storia che fa da contenitore a tutto questo è leggera e decisamente semplice, un racconto che si lascia leggere senza alcuna difficoltà. Il problema è il modo in cui è scritto: trovo eccessivo e per nulla divertente l’abuso che Benni fa di parole, nomi e frasi derivanti da storpiature al solo scopo di suscitare una risata che, nel mio caso, non è mai arrivata. Faccio qualche esempio per farvi capire meglio a cosa mi riferisco:

“La zuppa era scura e ribollente come un lago infernale, e in superficie schioccavano putizza e galleggiavano filamenti rossi che parevano caduti dalle ferite del Cristo, quale condimento spirituale. Inoltre, tra bolle di grasso e sargassi bieticoli, affioravano qua e là numerosi Potrebbero”

oppure

“Non passava giorno che non si udisse il rumore di un’esplosione, o non uscisse dalle ciminiere una nuvola di fumo putrido e denso che talvolta si solidificava al suolo in strutture a fungo, fiocchi e baloidi, con odore di uovo marcio e anidride capronica. L’intera zona era squassata, anche di notte, dal rumore di una fucina di polifemi, seghe elettriche in orgasmo, presse che cadevano da montagne, lime che stupravan metalli, e dagli oblò saettavano folgori elettriche azzurre e viola che cercavano bersagli all’intorno, rimbalzavano dentro e uscivano vieppiù contorte e isteriche, con micidiali ricochetti e gibigianne inceneritrici.”

e siamo solo al secondo capitolo, una decina di pagine sì e no. Il libro continua tutto così, o almeno fino al punto a cui sono arrivato io. Sinceramente faccio molta fatica a capire cosa ci sia di tanto divertente in queste frasi. Sono sempre stato dell’idea che non sia necessario eccedere per divertire, ma che si tratti di una vera e propria arte: chi ha il dono di far ridere gli altri spesso è in grado di farlo anche parlando della sua colazione.

Con questo non voglio dire che La Compagnia dei Celestini o, in generale, i romanzi di Benni non siano divertenti o belli, ma è indubbio che si tratti di un umorismo molto particolare che non a tutti piace. Il mio consiglio, se non avete mai letto un romanzo di questo autore, è di fare un bel giro in libreria, prenderne uno in mano e leggere le prime pagine: avrete così un’idea del suo stile molto particolare e capirete se può fare o meno al caso vostro. Per quanto mi riguarda, dubito che gli darò una seconda possibilità: la prima e unica mi è bastata.

 

Informazioni sul Libro

Titolo: La compagnia dei Celestini
Autore: Stefano Benni
Editore: Feltrinelli
Anno di pubblicazione: 2012 (prima pubblicazione: 1992)
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