Storia di una ladra di libri

Storia di una ladra di libri - Markus Zusak

Ho deciso di scrivere questa recensione subito, appena chiuso il libro, nonostante sia sera e sia stanchissimo. Storia di una ladra di libri di Markus Zusak (prima ed. 2007 con titolo La bambina che salvava i libri) è un romanzo che lascia il lettore con emozioni contrastanti e voglio parlarvene ora che sono ancora freschissime.

Germania, 1939. Liesel ha solo 9 anni quando il suo fratellino muore improvvisamente e sua mamma decide di affidarla a una famiglia che possa prendersi cura di lei, a una famiglia che possa tenerla al sicuro, perché lei è una kommunist e sa bene che è solo questione di tempo prima che la terribile mano di Hitler arrivi ad afferarla e a trascinarla via per sempre. Liesel non può far altro che aggrapparsi all’unica cosa capace di ricordarle il passato: un libro rubato il giorno del funerale di suo fratello, Il manuale del Necroforo. Liesel non sa leggere, ma questo libro è l’unico ricordo di suo fratello. Sarà Hans, il padre adottivo, ad avvicinarla con pazienza alle parole. Al suo fianco Rosa, una donna forte e dai modi rudi, ma in fondo al cuore dolce e generosa. Liesel vivrà la guerra forte del loro amore, dell’amicizia di Rudy e del suo incondizionato amore per i libri, che ruba ogni volta che se ne presenta l’occasione.

Ci tenevo a leggere questo romanzo prima dell’uscita del film al cinema, alla fine sono riuscito a farlo e non posso esserne che felice. Storia di una ladra di libri è un racconto pieno di amore e di speranza, ma allo stesso tempo carico di sofferenza e di tristezza. La guerra non ha pietà e si abbatte inesorabile su tutti, senza fare differenze.

La cosa più bella di questo libro è il narratore, la Morte stessa, ma una morte lontana dall’immagine comune che tutti abbiamo di lei. A raccontarci la storia di Liesel è una Morte dolce e compassionevole, capace di provare pietà e di commuoversi; una Morte che riesce a emozionare il lettore con le sue parole.

Leggendo le pagine di questo libro ci si trova a vedere la guerra da un punto di vista diverso da quelli a cui siamo abituati: per una volta la viviamo al fianco di una famiglia tedesca, nel cuore della Germania nazista. Una famiglia povera che non vuole piegarsi ai terribili ideali di Hitler. Hans e Rosa, sono due personaggi straordinari: il primo dolce e gentile, la seconda dura e rude, entrambi pieni di amore e di coraggio. Affrontano le difficoltà con tutte le loro forze, anche quando significa nascondere un giovane ebreo rischiando la propria vita.

Poi c’è Liesel, una ragazzina che trova nei libri e nelle parole il suo personale rifugio da un mondo di dolore e di morte. Ruba i libri perché non ne può fare a meno, sa che solo grazie a loro sarà in grado di andare avanti e sopportare tutto quello che la vita le ha riservato. Quando anche i libri non bastano, sa che potrà sempre contare su Rudy, il suo più caro amico con il quale condivide ogni suo giorno.

Storia di una ladra di libri di Markus Zusak è senza dubbio un romanzo molto bello, emozionante e commovente. Non è una lettura allegra, la guerra non lo è mai; ma dalle pagine di questo libro non si respirano solo sofferenza e tristezza, ma anche e soprattutto amore e speranza. Ci tengo a fare un piccolo appunto: la prima edizione di questo libro è uscita con il titolo La bambina che salvava i libri che, detto onestamente, non ha nulla a che vedere con la storia. Nonostante sia contrario ai cambi di titolo, per una volta ammetto che il risultato è positivo. Lo consiglio davvero a tutti.


Commenti

Storia di una ladra di libri — 4 commenti

  1. ono d’accordo con la tua recensione. Ho finito di leggere il libro settimana scorsa, mi sono presa un paio di giorni per riflettere e poi ho commesso il terribile sbaglio, forse perchè mi mancava la piccola Saumensch, di guardare il film. Il libro è qualcosa di speciale,mi ha soddisfatta a tal punto da volerlo consigliare a tutti. Non è stata una lettura semplice e veloce, non è uno di quei libri che, una volta incominciati non si possono più lasciare fino alla fine, perchè va letto con calma, bisogna meditare sulle parole e sulle azioni incredibili compiute dai personaggi.
    Il film, per quanto mi riguarda, mi ha lasciato l’amaro in bocca Come hanno potuto trasformare così il personaggio di Rosa, perchè saltato tutte le pagine in cui Hans insegnava alla piccola la lettura e le stava accanto tutte le notti, dov’è finito il rapporto speciale che Ilsa nutriva per Liesel,come hanno potuto tralasciare le scene in cui Hans prima e Liesel e Ruby poi danno pane al corteo di ebrei?? Poteva essere un capolavoro, un film, che come il libro lasciava qualcosa, invece è stato un completo squallore dei pergonaggi che libro pronone che la ragazza non d’accordo con il labro

    • Hai ragione, anche a me il film ha lasciato un po’ così: molti personaggi, seppur secondari, avevano un carattere unico e particolare che è stato completamente stravolto nel film. Peccato… Fortunatamente possiamo sempre leggere il libro!
      A presto e buone letture!

  2. Sono d’accordo con la tua recensione. Ho finito di leggere il libro settimana scorsa, mi sono presa un paio di giorni per riflettere e poi ho commesso il terribile sbaglio, forse perchè mi mancava la piccola Saumensch, di guardare il film. Il libro è qualcosa di speciale,mi ha soddisfatta a tal punto da volerlo consigliare a tutti. Non è stata una lettura semplice e veloce, non è uno di quei libri che, una volta incominciati non si possono più lasciare fino alla fine, perchè va letto con calma, bisogna meditare sulle parole e sulle azioni incredibili compiute dai personaggi.
    Il film, per quanto mi riguarda, mi ha lasciato l’amaro in bocca Come hanno potuto trasformare così il personaggio di Rosa, perchè saltato tutte le pagine in cui Hans insegnava alla piccola la lettura e le stava accanto tutte le notti, dov’è finito il rapporto speciale che Ilsa nutriva per Liesel,come hanno potuto tralasciare le scene in cui Hans prima e Liesel e Ruby poi danno pane al corteo di ebrei?? Poteva essere un capolavoro, un film, che come il libro lasciava qualcosa, invece è stato un completo squallore.

    • Sono d’accordo con te per quanto riguarda il film (se hai letto anche la recensione dedicata lo avrai visto). Hanno cambiato un po’ troppe cose solo al fine di trasformarlo nell’ennesimo film di guerra. Anche Frau Hermann, la moglie del sindaco, è stata completamente snaturata e secondo me era uno dei personaggi secondari migliori e più significativi. Il film di per sé non è brutto, ma credo sia più facile apprezzarlo da chi non ha letto il romanzo che invece racconta la storia di una bambina e non di una guerra.

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