Portami a casa

Portami a casa - Jonathan Tropper

Il libro di oggi è Portami a casa di Jonathan Tropper, finito giusto ieri sera. Un libro che ho comprato quasi per caso in versione ebook e che, per un qualche motivo, mi ha catturato fin dal principio con la lettura della trama. Di solito quando mi trovo di fronte a un romanzo o a un autore che non conosco provo a guardare le recensioni: questa volta non l’ho fatto, fidandomi ciecamente della famigerata prima impressione.

Judd Foxman sta vivendo un momento difficile della sua vita: suo padre è appena morto dopo una lunga malattia, ha appena scoperto che la moglie lo ha tradito ripetutamente con il suo capo e, come se non bastasse, l’ultimo desiderio di suo padre è che la famiglia intera si riunisca per celebrare la Shiv’à. Judd dovrà quindi passare sette giorni chiuso in casa con sua madre, i fratelli, i nipotini e i cognati; tutte persone che non riescono a stare nella stessa stanza per più di qualche ora. E suo padre lo sapeva bene mentre gli tirava questo colpo basso. In questi sette giorni Judd dovrà cercare di sopravvivere alla pioggia di frecciatine acide, battute sarcarstiche, liti, vecchi rancori e dovrà riuscire a metabolizzare tutti gli ultimi avvenimenti per scoprire quale strada dovrà prendere la sua vita.

Portami a casa, pubblicato nel 2010, è un romanzo davvero speciale che affianca avvenimenti tragici, come possono essere la perdita di un genitore e la fine di un matrimonio, a una narrazione snella e ricca di umorismo. Il narratore è lo stesso Judd che cerca di affrontare come meglio può l’improvvisa doppia svolta che ha preso la sua vita. Sarà lui a fare entrare il lettore nella tanto temuta casa di famiglia per presentargli la madre, famosa psicoterapeuta per madri stressate, i fratelli, ognuno con i suoi problemi e il suo carattere impossibile, un cognato fissato con lavoro che non riesce a staccarsi per un solo minuto dallo smartphone e una cognata che sta cercando in tutti i modi di avere un figlio.

Jonathan Tropper ci porta a conoscere una famiglia emotivamente confusa, ma che in fondo non è poi così lontana dalla normalità. La tragicità degli eventi e la serietà del tema centrale del romanzo sono stemperati in modo perfetto da una narrazione ricca di umorismo e di sarcasmo che ben più di una volta mi ha portato a ridere come uno stupido in treno. Scene tragicomiche si susseguono senza sosta per tutta la lettura alternandosi con momenti ricchi di emozioni.

Quando, dopo aver letto l’ultima pagina, l’unica cosa che riesci a pensare è quanto ti dispiace di non poter più passare il tuo tempo con la famiglia Foxman, a celebrare la Shiv’à nella loro casa, travolto dalle loro turbolenze emotive, è chiaro segnale che hai adorato questo libro e per me è stato così. Consiglio a tutti di leggere Portami a casa perché ne vale davvero la pena.


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