La fattoria degli animali

La fattoria degli animali - George Orwell

Dopo aver letto e aver molto apprezzato 1984 di George Orwell, ho deciso di leggere anche un altro suo libro molto famoso, La fattoria degli animali pubblicato nel 1945. In questo romanzo Orwell prende nuovamente di mira il regime politico ed in particolare il comunismo che in quegli anni controllava la Russia.

Stanchi di essere sfruttati e maltrattati dal padrone della fattoria, gli animali organizzano una rivolta allo scopo di prenderne il controllo ed essere finalmente liberi dall’opprimente giogo dell’uomo.

L’obiettivo è il più nobile: costruire una società dove tutti gli animali saranno alla pari, nella quale tutti avranno gli stessi diritti, a nessuno mancherà il cibo e la violenza sarà bandita.

Ben presto, tuttavia, diventa chiaro che si tratta di un’utopia. Avvantaggiati da un’intelligenza superiore agli altri animali, i maiali riescono lentamente e in maniera molto astuta a prendere il controllo della situazione. Poco alla volta la società paritaria tanto desiderata si trasformerà in un nuovo regime totalitario.

La fattoria degli animali è una metafora ben costruita che, non lo nascondo, lascia un po’ di malinconia. Leggendo questa storia si ha l’impressione di essere uno spettatore impotente: assistere all’ascesa al potere dei maiali che, con la loro astuzia ingannano e lentamente riducono in schiavitù tutti gli altri animali, lascia letteralmente l’amaro in bocca. Mi sono più volte trovato a pensare “Sveglia! Non vedete cosa vi stanno combinando sotto al naso?”.

Un racconto semplice e snello che tratta un tema delicato, che è tanto attuale oggi quanto lo era alla fine degli anni ’40, quando Orwell lo ha scritto. Riflettendoci un po’ inoltre, trascendendo dal tema politico che ha ispirato l’autore, ci si rende conto che il desiderio di controllo e di ricchezza che Orwell descrive ne La fattoria degli animali continua, in fondo, ad essere il pilastro del mondo moderno.


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