Un vecchio tappeto persiano

Un vecchio tappeto persiano - Fabio Marazzoli

Il libro di oggi è Un vecchio tappeto persiano di Fabio Marazzoli, un romanzo giallo ambientato a Collitondi, un immaginario paese della bella Toscana. Si tratta del primo romanzo lungo che vede protagonista il commissario Cantagallo dopo una serie di romanzi brevi. Un libro che ho ricevuto dallo stesso autore, cosa che rende sempre un po’ più complesso il parlarne, ma come da abitudine cercherò di raccontarvi tutto quello che ho pensato leggendolo.

Una notte da dimenticare, è questo quello in cui si trova coinvolto il commissario Cantagallo: due appartamenti svaligiati, oggetti di grande pregio rubati e due misteriori omicidi. Tutto in una sola sera. Cantagallo, affiancato dalla sua squadra, dovrà cercare di far luce su tutti questi misteriosi crimini, mettendo insieme le tessere di un puzzle complesso ma che, forse, porterà ad un’unica, inattesa soluzione.

Un vecchio tappeto persiano di Fabio Marazzoli è un giallo un po’ fuori dagli schemi ordinari e, inizialmente, ho faticato un po’ a entrare in sintonia con il suo stile. La storia comincia con la descrizione dei due furti a opera di due ladruncoli di bassa lega. I due ladri protagonisti dell’episodio, e il fatto stesso, sono descritti con toni molto ironici, quasi parodistici, esasperando il comportamento e i dialoghi dei due criminali in modo forse un po’ esagerato al punto da dare l’idea di trovarsi di fronte a una tipica scena della commedia all’italiana. Questo impatto iniziale, devo ammetterlo, mi ha un po’ destabilizzato. Fortunatamente, proseguendo, la storia abbandona questo eccesso pur conservando una piacevole ironia.

Il racconto sembra essere ambientato negli anni ’90, cosa non apertamente dichiarata, ma deducibile dalla presenza di videocassette e dal modo in cui si parla di computer e internet. La particolarità del romanzo è la presenza di personaggi molto caratterizzati, ognuno con una propria e ben definita identità, e dalla scelta dell’autore di non limitarsi a raccontare l’indagine, ma di immergere la storia in un quadro più generico e familiare: Cantagallo che rientra a casa, che fa la spesa, che accompagna il figlio, la vice Nicoletta che pranza a casa per stare con marito e figli; insomma, tutta una serie di aspetti che ho apprezzato perché mi hanno permesso di conoscere i personaggi e di sentirne un po’ la mancanza alla fine della lettura.

La parte di indagine, il giallo vero e proprio, ha come obiettivo la soluzione di un duplice furto e di un duplice omicidio, apparentemente slegati tra di loro. Lo sviluppo è piuttosto semplice, ma avvincente e scorrevole e in linea di massima risulta verosimile a parte un paio di passaggi che ho trovato un po’ forzati o comunque non sufficientemente motivati, purtroppo non posso entrare nei dettagli per non rovinarvi la lettura.

Una nota che già avevo anticipato su Facebook riguarda l’uso eccessivo di termini virgolettati allo scopo di rendere chiaro l’intento ironico che si sta facendo della parola stessa: in un testo, a meno che non si tratti di citazioni, non amo molto l’utilizzo delle virgolette preferendo vie alternative, dal corsivo all’inciso. Ho comunque notato con piacere che nella seconda parte si diradano molto.

Nel complesso Un vecchio tappeto persiano di Fabio Marazzoli è un romanzo piacevole, una lettura leggera ma allo stesso tempo coinvolgente che porta il lettore in un piccolo paese della Toscana a conoscere personaggi simpatici della cui compagnia si gode volentieri.

 

Informazioni sul Libro

Titolo: Un vecchio tappeto persiano
Autore: Fabio Marazzoli
Editore: Cavinato Editore
Anno di pubblicazione: 2014
Leggi l’estratto qui: Amazon


Commenti

Un vecchio tappeto persiano — 2 commenti

  1. Buonasera Fabio,
    e buonasera a tutti i lettori pendolari.
    Prima di tutto grazie per questa splendida recensione.
    Le parole di Fabio di Librinviaggio mi hanno fatto molto piacere e ho apprezzato molto certe sue considerazioni sui personaggi del giallo. Comunque mi sembra che la lettura del mio giallo non sia andata male, anzi. Nelle sue parole ho letto: scorrevole, avvincente, coinvolgente, piacevole ironia. Oltre alla sua riflessione dove dice che le vicende del giallo: “mi hanno permesso di conoscere i personaggi e di sentirne un po’ la mancanza alla fine della lettura”. Ed è proprio in questa sua frase che mi sono reso conto di aver fatto centro, centrando per così dire il mio obiettivo che era quello di fargli conoscere il personaggio del commissario Cantagallo.
    Piacere di essere passato di qui.
    Un cordiale saluto a Fabio e a tutti voi.

    Fabio Marazzoli

    P.S. Al link qui sotto trovate un esempio reale di litigio fra ladri, il fatto è accaduto nel Mugello il 6 aprile del 2012: http://www.okmugello.it/borgo-san-lorenzo/rapina-al-centro-scommesse-i-dettagli-e-i-ladri-litigano-tra-loro/

    • Buonasera Fabio, la storia dei ladri a Mugello ha dell’incredibile, non si finisce mai di restare stupiti! In effetti i personaggi del romanzo, con la loro ironia e la semplicità che li contraddistingue, mi hanno piacevolmente accompagnato durante tutta la lettura. Un bel gruppetto di amici che ho salutato con un po’ di malinconia.
      Grazie per essere passato e a presto.
      Fabio

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>