Parlami della tua ombra

Parlami della tua ombra - Sergio di Siero

Oggi vi parlo del romanzo Parlami della tua ombra di Sergio di Siero, un libro che mi ha incuriosito per la trama che univa mistero, indagini, un po’ di esoterismo e leggende. Insomma, un mix di fattori che rientrano perfettamente nei miei gusti. Purtroppo però la lettura si è rivelata un po’ diversa dalle aspettative non soddisfacendomi del tutto e ora cercherò di spiegarvi come mai.

In un pomeriggio estivo, al commissariato dei carabinieri di Napoli arriva Vincenzo Russo, un eccentrico dottore che vuole denunciare la scomparsa dell’amico Pasquale, del quale non ha più notizie da un anno. Vincenzo conosce però solo il nome dell’amico e, di fatto, di lui non sa nulla di più: troppo poco per permettere ai carabinieri di avviare un’indagine. Il caso sarà seguito in via ufficiosa dall’appuntato Cardella che, desideroso di diventare detective, dedica alla ricerca il suo tempo libero. Tra le informazioni sempre più frammentarie del dottor Russo e l’incontro con la bella e colta Serena, Cardella si addentrerà in un mondo di luci e ombre, di alchimia, di leggende e di ricerca disperata della conoscenza.

Parlami della tua ombra è un romanzo caratterizzato da bellissime descrizioni di Napoli, città dove non ho ancora avuto modo di andare, di cui viene fatto un ritratto stupendo, ricco dei contrasti che la caratterizzano: parla della bellezza della Napoli vecchia, svela la città segreta, quella sotterranea, e la rende viva con le persone, il loro dialetto che compare a tratti rendendo la lettura davvero piacevole, i loro usi e le loro tradizioni. Bellissime, ad esempio, le spiegazioni dedicate alla forte cultura del presepe e di molti dei personaggi che lo popolano.

Un altro aspetto che ho apprezzato è la parte dedicata all’alchimia, al Principe Raimondo di Sangro e alle leggende che circondano la sua figura, all’aspetto psicologico e filosofico che si nasconde dietro la ricerca dell’oro alchemico e della luce.

Quello che invece mi è mancato è il romanzo e non è cosa da poco visto che era proprio un romanzo che stavo leggendo. Tutta la vicenda ruota intorno a tre personaggi: Cardella, Serena e Vincenzo Russo e, principalmente, ai loro dialoghi che, in effetti, sarebbe più corretto definire monologhi: Cardella, personaggio caratterizzato da una cultura davvero molto limitata, ha la sola funzione di consentire agli altri due protagonisti di parlare senza tuttavia capire una parola dei loro discorsi e senza intervenire quasi mai se non per dire “In che senso?” cosa che, a lungo andare, diventa anche un po’ fastidiosa. Serena, aspirante psicoterapeuta, snocciola monologhi sulla psicologia e la filosofia che si nasconde dietro all’alchimia e al comportamento bizzarro di Vincenzo il quale, dal canto suo, fa discorsi apparentemente sconnessi tipici di una persona affetta da qualche disturbo della personalità. Tutto questo dà al lettore una forte componente nozionistica, anche interessante, ma taglia completamente la parte narrativa: fondamentalmente non esiste romanzo. Abbastanza inaspettato il finale che, tuttavia, da solo non basta a tenere in piedi la storia.

Questo è l’aspetto che più mi lascia perplesso e che, sinceramente, non riesco proprio a farmi piacere. Come era già successo con Il teorema del pappagallo di Denis Guedj, anche per Parlami della tua ombra di Sergio di Siero dico che gli argomenti sono davvero molto interessanti, ma non esiste storia. Apprezzo quando un romanzo è capace di regalare al lettore qualcosa che vada oltre il semplice racconto, quando chiudendo le pagine ci si soffermi a pensare “Hai capito? Ma guarda cosa ho scoperto“, però sto comunque leggendo un romanzo e tale deve rimanere. Se la parte nozionistica e divulgativa sovrasta e annulla quella narrativa ha poco senso forzare tutto dentro una storia che, di fatto, sarà solo un semplice contenitore: se lo scopo è divulgare qualche conoscenza, secondo me, è meglio scrivere un saggio. In questo caso lo avrei probabilmente preferito perché gli argomenti trattati sono davvero molto interessanti e un saggio avrebbe forse permesso di approfondirli meglio.

 

Informazioni sul Libro

Titolo: Parlami della tua ombra
Autore: Sergio di Siero
Editore: Edizioni dEste
Anno di pubblicazione
: 2014
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Commenti

Parlami della tua ombra — 5 commenti

  1. L’Alchimia non è una leggenda,è stata madre del pensiero scientifico e precorritrice della chimica moderna; ha incoraggiato la sperimentazione e il desiderio di Conoscenza che poi darà l’avvio al pensiero “illuminista”. Il percorso alchemico è “roba” soggettiva e assolutamente metafisica. Lo sapeva bene Jung (non il cinese, l’altro: l’allievo di Freud)che vedeva nei processi alchemici lo stesso meccanismo della terapia psicoanalitica, una esperienza di crescita, un processo necessario per liberare lo spirito.
    Perché questo fa la differenza: gli alchimisti più ingenui,superficiali (il dottor Russo) erano ricercatori di un oro puramente materiale. Disprezzati dagli autentici sapienti(tra questi ultimi ci mettiamo, se me lo consente, il mio caro Raimondo di Sangro “U’ principe riavulo”.

    • Assolutamente, forse mi sono espresso male ma ovviamente mi riferivo proprio a questo lato più “materiale” dell’alchimia, a questa ricerca dell’oro reale da parte di coloro che la consideravano un modo per arricchirsi. È strano e allo stesso tempo incredibile pensare che non poche persone hanno dedicato l’intera vita a questo scopo, senza successo.

      • Tutte quelle che hanno voglia di sapere…. l’ho fatto anch’io, l’ha fatto anche lei. Siamo tutti alla ricerca di…
        Ed eccoci alla scelta di Serena: La semplicità!! lasciarsi andare al ritmo naturale del tempo e della natura(Serena ha in braccio un bambino!), tanto “io so di non sapere”(Socrate).
        Forse questo è il dono più grande che Dio ha fatto agli uomini: non sapere tutto!

  2. ESATTO! Probabilmente non volevo scrivere un romanzo, cercavo una risposta a tutta una serie di domande:
    La Conoscenza: quanto costa? Cosa si perde in cambio?
    Parlare di quel salto che è opportuno fare, tra il bianco e il nero, tra il sopra e il sotto per raggiungere la meta. Del fascino delle metafore, dei simboli, del doppio… e distinguere quanti, come il dottore, scimmiottano, senza capire (la parte alchemica, e noiosa, è una bufala: ci crede solo Russo, perché, nonostante il testo sia stato attribuito nientemeno che a Tommaso d’Aquino non può esistere una “ricetta” scritta su come si procede in una operazione alchemica, lo sanno tutti. Condivido “l’accusa” di essere stato didattico un poco di troppo, ma mi allettava molto il desiderio di dire a Cardella e a chi legge, quanto mistero c’è, e quanto se ne è perduto, dietro le apparenze.

    • L’argomento è interessante e, sebbene si tratti di leggende come ormai (quasi) tutti sanno, l’alchimia ha innegabilmente il suo fascino. Purtroppo però, e mi rendo conto che potrebbe essere solo un mio problema, ho difficoltà ad accettare quando un testo esce pesantemente dai canoni che il genere richiama: se leggo un libro che viene definito romanzo, mi aspetto una certa struttura e, non trovandola, rimango un po’ disorientato e parzialmente insoddisfatto, anche a fronte di argomenti coinvolgenti, come in questo caso. Lo stesso ovviamente varrebbe al contrario per un saggio. Bello il messaggio sui misteri perduti, sono molto d’accordo: spesso leggendo si scoprono cose davvero affascinanti nascoste dietro a una quotidianità disarmante. Grazie per il commento chiarificatore, avere la risposta degli autori è sempre utile e interessante in questi casi!

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