Uno studio in rosso

Uno studio in rosso - Arthur Conan Doyle

Uno studio in rosso di Arthur Conan Doyle (1887), insieme agli altri tre romanzi dedicati al famoso investigatore dilettante Sherlock Holmes, ha aspettato paziente per un paio di anni sulla mia libreria in attesa che arrivasse il suo momento. C’è voluto un po’, lo so, ma finalmente questo giorno è arrivato e sono pronto a dirvi com’è andata.

Un uomo viene trovato morto senza alcun segno evidente di colluttazione, all’interno di una casa disabitata della Londra di fine ‘800. Scotland Yard brancola nel buio e, per riuscire a fare chiarezza sulla misteriosa morte, chiede aiuto a Sherlock Holmes, un uomo dotato di grande acume e spiccate capacità deduttive. Insieme al nuovo amico John Watson, medico militare in congedo, Holmes comincerà a indagare e a mettere insieme i fili di un’intricata matassa riuscendo a infine a fare luce sul misterioso omicidio.

Il giallo è un genere che amo molto e ancora non mi spiego come mai ho aspettato tanto a leggere un libro che merita senza alcun dubbio di essere annoverato tra i classici del genere. Sherlock Holmes è un personaggio eccentrico, molto colto e intelligente, a volte anche al punto di eccedere e risultare saccente e un po’ antipatico. Uno studio in rosso, pubblicato nel 1887, è il primo dei quattro romanzi scritti da Arthur Conan Doyle che hanno come protagonista il celebre investigatore e speravo di trovarvi una descrizione più minuziosa del personaggio che mi permettesse di scacciare dalla mente quella imposta da decenni di film e programmi tv. Purtroppo non è stato così e ho dovuto convivere con uno Sherlock a metà tra il giovane detective stralunato e il sosia di Poirot.

Devo subito dire che, nonostante la scrittura sia leggera, scorrevole e coinvolgente, la struttura di questo tipo di giallo non è fra le mie preferite: come già era successo leggendo Lo studio circolare di Anna Katharine Green, la suddivisione del romanzo in due parti, la prima descrittiva dei fatti e al cui termine viene dichiarato il colpevole e la seconda che a ritroso ricostruisce la storia nascosta, il movente e il percorso deduttivo seguito per la soluzione, non mi fa impazzire.

A differenza dei gialli di Agatha Christie, leggendo questo tipo di romanzi il lettore non ha alcuna possibilità di fare la parte dell’investigatore e, diciamolo, è di certo la cosa più bella di questo genere narrativo. Chi non ha mai cercato di indovinare il colpevole per poi ritrattare ogni volta che il dito si ritrovava puntato verso un vicolo cieco?

A parte questo, Uno studio in rosso è un romanzo molto bello e avvincente, soprattutto per quanto riguarda la ricostruzione dei fatti nella seconda parte del racconto. A esclusione dei capitoli centrali che si avvalgono di un narratore esterno, tutta la storia è raccontata dal punto di vista di Watson che, da semplice osservatore, resta disorientato e perplesso di fronte al bizzarro comportamento dell’amico Sherlock Holmes aumentando ulteriormente il divario tra l’investigatore e il lettore: noi vediamo quello che vede Watson e ci dobbiamo accontentare delle brevi ed enigmatiche spiegazioni fornite di quando in quando dal arguto investigatore.

Infine, ho trovato davvero molto bella l’ambientazione del romanzo, una Londra di fine ‘800 che conquista il lettore con il suo immortale fascino.

Uno studio in rosso è senza dubbio un romanzo speciale, che ha dato vita alla coppia investigativa più strana, improbabile e famosa della letteratura mondiale. Se non lo avete ancora letto ve lo consiglio.

 

Informazioni sul Libro

Titolo: Uno studio in rosso (or. Le théorème du perroquet)
Autore: Arthur Conan Doyle
Editore: Rusconi Libri
Anno di pubblicazione: 2010 (prima pubblicazione: 1887)
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Commenti

Uno studio in rosso — 3 commenti

  1. mi piacono molto i libri gialli e i migliori in assoluto sono i racconti di CONAN DOYLE,adesso ho comprato anche io un libro giallo di qualità e non vedo l’ora di leggerlo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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