Lo studio circolare

Lo studio circolare - Anna Katharine Green

Il romanzo di cui vi parlo oggi, Lo studio circolare, è un classico della letteraura gialla, una detective story scritta da Anna Katharine Green nel 1900 e arrivata in Italia solo oggi grazie a un interessante progetto di due ragazze amanti della letteratura.

Ho letto questo libro spinto da una vera curiosità: una trama promettente, un personaggio femminile molto simile alla celebre Miss Marple e un delitto apparentemente irrisolvibile. Non ho potuto resistere.

Alla stazione di polizia di New York l’ispettore Gryce viene avvisato da un giovane ragazzo che un terribile delitto è appena avvenuto. La vittima, Felix Adams, viene ritrovata in uno strano studio di forma circolare, con un unico accesso e senza finestre se non quelle che si aprono poco sotto l’alto soffitto. A complicare il caso una serie di strani congegni elettronici e un maggiordomo sordomuto apparentemente pazzo, unico altro abitante della casa. L’ispettore Gryce, con l’aiuto di Miss Butterworth, una signora benestante con uno spiccato interesse per le indagini di polizia, cercherà di fare luce su questo misterioso caso.

La lettura de Lo studio circolare è stata un’esperienza davvero particolare perché, per la prima volta, ho apprezzato un giallo più per il suo aspetto narrativo che per quello investigativo e ora vi spiego il motivo. In più di un’occasione ho avuto l’impressione che i due protagonisti traessero delle conclusioni, anche importanti per le indagini, basandosi su indizi piuttosto deboli o utilizzando metodi di improbabile successo nella vita reale. Trattandosi di un romanzo giallo questo aspetto non è di certo trascurabile e ammetto di aver provato anche un po’ di iniziale delusione.

La svolta arriva più o meno verso la metà del libro quando cominciano a venire alla luce tutti i retroscena della storia. A partire da questo momento la parte investigativa lascia un po’ di spazio a una narrazione d’autore, scritta con uno stile brillante e raffinato. Anna Katharine Green accompagna il lettore sotto la superficie del caso e gli svela il mondo celato dietro il delitto per arrivare infine alla verità. Il ritmo diventa sempre più serrato e la voglia di sapere lega il lettore alle pagine come solo un buon giallo sa fare.

Bisogna tenere presente anche che il romanzo è stato scritto nel 1900 e in molti passaggi si percepiscono i modi di pensare e di comportarsi dell’epoca: considerazioni e dettagli sottolineati dai personaggi che oggi possono sembrare insignificanti o inconsistenti acquistano un senso se contestualizzati agli anni nei quali il romanzo è stato scritto.

Lo studio circolare è un classico della letteratura investigativa che merita di essere letto perché scritto con uno stile unico, perché Anna Katharine Green ha sfidato le convenzioni imponendosi in un genere letterario all’epoca prettamente maschile e perché l’Italia ha dovuto aspettare più di cento anni per poter finalmente dare il benvenuto a questo libro.

04/11/2014. Un piccolo aggiornamento che mi fa davvero piacere: a distanza di qualche mese ho saputo che la casa editrice Nero Press ha preso in carico una riedizione del romanzo tradotto da Claudia Mucavero e Marialuisa Ruggiero con il progetto RumCorp di cui vi avevo parlato qui. Fa piacere sapere che un bel progetto ha avuto il meritato successo.


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