Lo stato delle anime

Lo stato delle anime - Giorgio Todde

Il romanzo di oggi è il giallo Lo stato delle anime, esordio di Giorgio Todde del 2001 e primo libro con protagonista l’imbalsamatore Efisio Marini.

Questo libro mi è stato regalato diversi anni fa da alcuni amici e per qualche motivo è finito disperso nella mia libreria, complici anche le sue piccole dimensioni. La trama mi ha subito colpito per la sua originalità, anche se alla fine non mi ha convinto fino in fondo.

Abinei è un piccolo paese nella Sardegna della fine dell’Ottocento, con le sue case, la sua chiesa e i suoi pastori. Questo piccolo paese racchiude in sé anche una straordinaria particolarità: il numero di persone che vi abitano è immutato da diversi anni. Per quello che sembra un disegno divino, a ogni nascita corrisponde sempre una morte e a ogni morte una nuova nascita, così che Abinei resta immutato nel tempo. Questo fino a quando Efisio Marini, un imbalsamatore di Cagliari, viene chiamato dall’amico Dehonis per aiutarlo a fare luce su una morte sospetta, un delitto che turba l’immutabile quiete del paese.

Come ho già detto, la trama de Lo stato delle anime mi ha subito incuriosito per la sua particolarità: un villaggio il cui numero di abitanti è immutato da tempo, un imbalsamatore investigatore e un’ambientazione che sembra quasi essere fuori dal tempo e dallo spazio. Appena cominciata la lettura però, ho dovuto subito fare i conti con la mia razionalità che mi ha portato a pensare “ok, fare in modo che a una nuova nascita corrisponda una morte è semplice, un modo lo si può sempre trovare; ma se qualcuno perde la vita improvvisamente? Non so, cade in un fosso? Qui il problema diventa più complicato direi…”. Prima debolezza.

Per carità, so bene che stiamo parlando di un libro, però se la storia ha la pretesa di essere verosimile e realistica, mi aspetto che lo sia fino in fondo. Si tratta ovviamente di un dettaglio, che tuttavia non è secondo me trascurabile visto che tutto il romanzo si basa proprio su questo equilibrio numerico.

Altro aspetto poco di mio gusto, e qui proprio di gusto si parla quindi non si tratta di una cosa negativa, è la narrazione al presente in terza persona: non sono un amante di questo tipo di narrazione, ma se proprio deve essere, la preferisco in prima persona. In questo caso però si tratta esclusivamente di gusto personale.

Detto questo, il romanzo presenta anche molti aspetti positivi a cominciare dall’ambientazione in questo piccolo paese sardo: le descrizioni di case, persone, professioni e pensieri di una Sardegna di fine Ottocento sono davvero molto belle e sembra quasi di essere riportati indietro nel tempo.

Efisio Marini è sicuramente il punto forte: imbalsamatore realmente esistito, nato a Cagliari nel 1835 e morto nel 1900, è un personaggio molto particolare sia per il suo carattere che per la sua professione messa molto in evidenza nel romanzo. Marini fu uno dei pionieri di questa tecnica di conservazione dei corpi e perfezionò un suo metodo capace di pietrificare il corpo con l’utilizzo di alcuni sali e, all’occorrenza, di invertire il processo. Sembra che l’imbalsamazione dei corpi fosse molto di moda all’epoca, soprattutto nelle classi più abbienti. Fortuna che i tempi cambiano.

Lo stato delle anime di Giorgio Todde è sicuramente una lettura particolare e interessante, più per il suo aspetto storico che per quello investigativo. La soluzione del caso è abbastanza evidente fin dal principio e non riserva grandissime sorprese. Un libro piacevole e tutto sommato leggero che può essere letto in pochi giorni, risultando abbastanza coinvolgente, ma che non lascia nel lettore un ricordo indelebile.


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