La legge dei lupi nobili

La legge dei lupi nobili - Pierpaolo Mandetta

Oggi vi parlo del romanzo fantasy La legge dei lupi nobili di Pierpaolo Mandetta (2014), un libro che fin dall’inizio mi ha messo di fronte a sensazioni contrastanti. A volte capita di trovarsi in mano un romanzo che allo stesso tempo convince e non convince, anche se è difficile da spiegare. Con questo è andata esattamente così: ho adorato alcuni aspetti e ne ho apprezzati meno altri. Provo a spiegarvi meglio.

Michael Q è un ragazzo di diciotto anni che da sempre vive una vita sofferente e triste con genitori che non lo considerano, un fratello che non lo ama, amici e compagni con i quali non riesce a integrarsi. Michael cerca uno scopo per la sua vita non sapendo che in lui è racchiuso un grandissimo potere, un dono speciale che dovrà usare per salvare il mondo da una fine annunciata. Lui è il Custode dei Sogni e sarà l’ago della bilancia nell’eterna guerra tra Luce e Ombra.

Come vi anticipavo, ho terminato questo libro in uno stato di apparente confusione e ora proverò a spiegarvi i motivi che mi hanno portato a questo punto. La legge dei lupi nobili è un romanzo basato su un’idea davvero molto interessante: la classica lotta tra bene e male, sebbene non originalissima, viene rivisitata in una chiave alternativa e, secondo me, davvero molto bella. Ho molto apprezzato l’idea di ambientare la storia nel mondo reale, rafforzando questo legame con fatti di cronaca realmente accaduti come la strage in Norvegia di qualche anno fa. Mi è molto piaciuta anche l’idea di legare a doppio filo la sorte del mondo ai sogni degli uomini; la presenza del male, rappresentato dai Lupi Nobili nati dai sentimenti negativi degli esseri umani è uno dei punti di forza del romanzo. La trama è davvero complessa e articolata e di sicuro non semplice da gestire, cosa che l’autore riesce a fare molto bene. In ultimo, ho davvero apprezzato il finale che ho trovato inaspettato, ben costruito e del tutto perfetto per la storia.

Ma c’è qualche ma, a cominciare dal protagonista: Michael Q è un ragazzo con alle spalle una vita di sofferenze, cosa non casuale e ben motivata nel corso del romanzo. Quello che però non mi ha convinto è lo sviluppo del personaggio nel corso della storia: si lamenta di continuo del fatto che nessuno lo capisce, che nessuno gli vuole bene, che nessuno lo ascolta, che nessuno lo aiuta. Un’autocommiserazione che se poteva avere un senso all’inizio della storia, mi sarei aspettato di veder gradualmente cedere il passo a un carattere più formato ed evoluto; cosa che però non avviene. Alcuni comportamenti erano un po’ infantili per un diciottenne, come l’essere contento perché il fratello rientra a casa con dei dolcetti e lo aiuta a fare i compiti. Stesso discorso vale per i due protagonisti secondari che affiancano Michael nell’avventura.

La seconda cosa che mi ha un po’ spiazzato riguarda la città dove abita Michael e dove è ambientata gran parte della storia. L’autore non le dà un nome, cosa che potrebbe anche andare bene, ma allo stesso tempo rende impossibile al lettore un qualsiasi collocamento geografico, confondendolo, a cominciare dai nomi dei personaggi di svariate nazionalità: Barney, Rocco, Tobias, Michael, Giovanni, Daniel, ecc. Avendo deciso di ambientare la storia nel nostro mondo, non ho capito la scelta di rendere la città così estranea al contesto. Pur senza nome o fosse stata anche inventata, avrei preferito avere un’idea del luogo del mondo in cui la storia mi stava accompagnando.

L’ultimo appunto riguarda l’eccessivo uso dello straordinario che, per mio gusto, è davvero troppo e rischia di portare il lettore fuori dai binari principali della storia distraendolo. Sia chiaro, è un romanzo fantasy quindi tutto è concesso, ma avrei preferito una presenza di fantastico più contenuta e, magari, una descrizione più dettagliata del contesto.

Mi sono dilungato un po’ ma ci tenevo a spiegare tutti questi aspetti perché non trovo giusto dire solo bello o brutto senza motivare adeguatamente. La legge dei lupi nobili è di sicuro il lavoro di un autore dalla grande immaginazione, capace di scrivere e di tessere una trama articolata e per nulla semplice. L’idea di fondo mi è davvero piaciuta, ma viene messa un po’ in ombra dagli eccessi di cui vi ho parlato. Si tratta ovviamente di gusto personale quindi se avete letto questo romanzo e avete intenzione di farlo mi farebbe davvero piacere conoscere anche la vostra opinione.


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