La scuola dei maghi

La scuola dei maghi - Trudi Canavan

Sono passati un po’ di mesi da quando vi ho parlato del romanzo fantasy La corporazione dei maghi di Trudi Canavan, primo libro della trilogia Il mago nero: tra una lettura e l’altra questa saga era rimasta un po’ in sospeso. Ora finalmente mi sono deciso a concluderla e quindi eccomi qui a parlarvi di La scuola dei maghi, secondo libro della trilogia pubblicato nel 2002.

Dopo aver scoperto di possedere poteri magici, Sonea viene ammessa nella Scuola della Corporazione per apprendere i segreti della magia. Si tratta di un evento sensazionale perché fino a quel momento solo i ricchi abitanti delle Case potevano essere accolti nella Corporazione, mentre Sonea è solo una povera ragazzina dei Bassifondi. Non sarà facile per lei farsi accettare dai ricchi compagni e dagli insegnanti: insulti, continui attacchi e scherzi spesso violenti saranno all’ordine del giorno. Sonea però non può cedere, dovrà farsi forza e resistere per riuscire a completare gli studi e diventare una maga a tutti gli effetti per prepararsi ad affrontare le conseguente del terribile segreto di cui solo lei e il mago Rothen sono a conoscenza e che potrebbe presto mettere a rischio l’esistenza dell’intera Corporazione.

Come spesso succede con le trilogie, è un po’ difficile parlare liberamente senza rischiare di svelare troppo e rovinare la sorpresa a chi non ha ancora letto il libro precedente, ma prometto che starò molto attento.

La scuola dei maghi, come il romanzo precedente, è un fantasy un po’ diverso dallo standard al quale siamo stati abituati in questi ultimi anni; sebbene la storia ruoti intorno a una scuola di magia, non dovete fare l’errore di pensare che si tratti di un nuovo Harry Potter. Trudi Canavan ha scritto questa trilogia concentrandosi su temi molto importanti e, purtroppo, sempre attuali quali la discriminazione di chi ha origini diverse dalle nostre, l’odio immotivato verso una persona solo perché la si ritiene socialmente inferiore e l’omosessualità. Tutti questi argomenti vengono affrontati in modo maturo e spesso crudo mostrando al lettore le conseguente più brutte dei pregiudizi.

La lettura procede in modo molto scorrevole non lasciando al lettore il tempo di annoiarsi nonostante tutto questo secondo romanzo serva a preparare il terreno al terzo e ultimo capitolo della trilogia. Alcuni nodi della storia cominciano a sciogliersi, ma in tutto questo secondo libro non ci sono avvenimenti di particolare rilievo: gran parte della storia si concentra su Sonea e sulla sua quotidiana lotta contro Regin, il compagno di classe che fin dal primo giorno cerca in ogni modo di renderle la vita impossibile, rischiando spesso di farle del male. L’unica mia nota negativa riguarda proprio Regin e ciò che questo personaggio rappresenta: credo che ultimamente si stia un po’ abusando del compagno di classe aggressivo e spinto da un odio immotivato verso il protagonista, come se fosse sempre necessaria una personificazione estremizzata dei pregiudizi di cui vi parlavo prima. Ad essere sincero ho paura che a lungo andare rischi di diventare prevedibile e noioso per il lettore che già in partenza si aspetta questo tipo di antagonista.

A parte questo dettaglio, sto davvero apprezzando questa trilogia e la consiglio a tutti gli amanti del genere.


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