Amazon Editore e le solite aride polemiche

Amazon Editore

Ormai lo sapete, ci sono cose che mi fanno salire il sangue alla testa. Oggi motivo del mio polemicone è Cultora e, nello specifico, il suo articolo dedicato al nuovo progetto Amazon Editore arrivato a me grazie alla condivisione della Lettrice Rampante. E si sa, ormai basta dire Amazon per sentire Russell Crowe urlare “Al mio segnale scatenate l’inferno!“.

Ricapitoliamo un attimo: Amazon ha annunciato il lancio della sua nuova casa editrice che pubblicherà libri in formato cartaceo e ebook e li renderà disponibili e acquistabili solo dalla propria piattaforma. Ricordatelo questo, che è importante.

Inoltre la scelta dei titoli da pubblicare si baserà sui pareri degli utenti del colosso online, che grazie alle recensioni, dispone di una immensa banca dati di gradimento (vere o false che siano). Per il lancio in Italia sono stati selezionati quindi 8 titoli di romanzi stranieri che hanno venduto molto.

Nell’articolo viene subito puntato il dito su questa nuova attività di Amazon. Perché? Semplice, perché mina la bibliodiversità; perché punta solo su autori stranieri per il lancio “non ce n’erano di meritevoli italiani?“, perché peggiora la crisi dell’editoria italiana già in sofferenza. Ma sarà poi così vero?

Innanzitutto mi chiedo in quale modo pubblicare e vendere titoli solo su Amazon possa addirittura mandare in crisi l’editoria italiana più di quanto non lo sia già. In secondo luogo mi piacerebbe sapere come mai ci lamentiamo tanto del fatto che Amazon punti su 8 titoli stranieri trascurando gli “autori italiani meritevoli” quando i nostri editori, soprattutto i grandi, sono i primi a farlo pubblicando bestsellers internazionali o regalando le vetrine delle nostre librerie ad autori italiani quali Mara Venier, Il VoloFavij e Schettino e relegando gli scrittori nostrani di qualità agli impolverati ultimi scaffali delle sezioni più recondite dei negozi (sempre che siano abbastanza fortunati da essere considerati). Non è questo che ammazza la bibliodiversità? Non è questo che manda in crisi l’editoria italiana? Ci lamentiamo di Amazon e poi pubblichiamo indicibili fesserie.

Altra colpa è puntare su ciò che trova consenso e nell’articolo ci si chiede: “se un libro avesse ottenuto zero recensioni dai lettori ma fosse un autentico capolavoro?“. Una cosa assolutamente vera e possibile, così come molti libri sono di maggior qualità delle Cinquanta sfumature, ma ciò non ha impedito a Mondadori di investirci un sacco di soldi, di pubblicarne un seguito ai limiti dell’insulto all’intelligenza umana (Grey) e agli italiani di comprarne milioni di copie. E dov’è la qualità qui? Dov’è la bibliodiversità?

Amazon Editore sarà un successo? Non lo so. Farà bene all’editoria? Non so nemmeno questo, ma probabilmente la cosa sarà indifferente ai più. In ogni caso, forse vale la pena far partire questo progetto prima di criticare spietatamente solo per partito preso, perché questo è il punto. Amazon è un santo? No. Ci sono motivi per criticarlo? Certamente, ma facciamolo per le ragioni giuste. Quanto viene detto nell’articolo è fondamentalmente corretto e condivisibile, ma perché si aspetta Amazon per tirare fuori il problema? Perché non si punta mai il dito su quanto pubblicato in Italia da alcune nostre case editrici, che spesso investono in libri di pessima qualità, ma dalla facile piazzabilità?

Mi viene da ridere quando leggo che “il pericolo del modello Amazon portato all’estremo è che tutti nel mondo finiscano per leggere gli stessi libri, scelti base a criteri commerciali“: come già detto per la questione copertine, ho un cervello e se un libro puzza di scarsa qualità non lo compro e me ne frego alla grandissima se a suggerirmelo è Amazon. Il pericolo dell’omologazione letteraria esiste da anni e non certo per colpa di Amazon Editore: non è lui ad aver pubblicato decine di romanzi soft-erotici per cavalcare l’onda E.L.James o centinaia di romanzi copia-incolla sui vampiri. E dov’era il fronte pro-bibliodiversità quando questo accadeva?

La saggezza popolare insegna che a volte guardare continuamente la pagliuzza nell’occhio altrui impedisce di vedere la trave conficcata nel nostro. Smettiamola di piangerci addosso accusando i colossi internazionali per trincerarci dietro a un comodo “Contro di lui cosa ci posso fare?” e proviamo a darci una mossa: cambiare le cose è possibile, ma il riscatto dell’editoria italiana non può – e non deve – partire da Amazon.

Qui trovate anche il link alla video intervista de La Lettura citata nell’articolo di Cultora, fatta da Alessia Restelli a Alessandra Tavella, acquisitions editor di Amazon -> Vedi l’intervista


Commenti

Amazon Editore e le solite aride polemiche — 6 commenti

  1. I commenti all’articolo originale concordano con la tua analisi e non potrebbe essere altrimenti perché il tono allarmista è davvero esagerato e fuori luogo.
    Ogni editore, Amazon compreso, è un imprenditore e punta al profitto. Nessuna casa editrice pubblica per semplice amore dell’arte, ma valuta le potenzialità di vendita del prodotto/libro. Esisteranno sempre capolavori dimenticati e boiate di grande successo con le copertine tutte uguali, ma esistono anche lettori scaltri che sanno scegliere cosa leggere.

    • Avevo notato anche io che i commenti, anche quelli sulla loro pagina Facebook, sostenevano in buona parte le stesse cose che ho scritto in questo post e non mi sembra una sorpresa, alla fine sono fatti davanti agli occhi di tutti… Che si tratti di aziende, che facciano marketing è logico e palese. Giustissimo dare la propria opinione a riguardo senza subire passivamente questi “mezzucci” dell’editoria, ma è sbagliato farlo sempre e solo contro i soliti noti. Diciamo le cose come stanno, ma diciamolo per tutti.

  2. Non oso immaginare le reazioni quando scopriranno che a Seattle ha aperto anche la prima libreria fisica di amazon (considerando che in Italia ibs c’è già da un po’…)

    Ottime riflessioni, quoto tutto!:)

  3. Amazon pubblica autori stranieri in Italia, e autori italiani negli States. Me, per esempio, e Jenny Anastan, che a dispetto del nome è italianissima. Amazon dà una possibilità a chi cerca di meritarsela, e non vedo cosa ci sia di colpevole in questo.

    • Una testimonianza interessante, a riprova del fatto che si parla spesso a sproposito. Per una volta, prima di giudicare, lasciamolo andare e vediamo che succede: magari dopo questi otto primi romanzi, col tempo, la pubblicazione sarà estesa anche ad autori italiani.

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