Guerra alla Trash-editoria: cestiniamola!

Trash-editoria

Da mesi l’editoria italiana e non solo, è afflitta da una forte crisi e gli editori, giustamente, sono preoccupati che a lungo andare questa situazione possa diventare una minaccia sempre più grave. Sondaggi e ricerche dimostrano che gli italiani non leggono e comprano sempre meno, l’Europa boicotta l’evoluzione tecnologica nonostante #unlibroèunlibro, i messaggeri diffondono il verbo di #ioleggoperché e chi più ne ha più ne metta. Ma siamo sicuri che la colpa è solo del lettore?

Ho deciso di portare sul blog una battaglia che da tempo sostengo sulla pagina Facebook, una lotta per dimostrare che sì, forse gli italiani leggono meno; che sì, sicuramente hanno meno soldi da spendere e risparmiano proprio sui libri; che sì, tutti dicono di non avere assolutamente tempo per leggere salvo poi rincretinire di fronte alla tv guardando una Barbara D’Urso sempre più trash o una maratona di Uomini e Donne; ma nonostante tutto questo, non è che la colpa sia un po’ anche dell’editore?

Da oggi e ogni lunedì, Librinviaggio ospiterà una serie di post di denuncia, un’ironica guerra non violenta agli editori e alle loro pubblicazioni più assurde, ridicole, che si fregiano del diritto mai guadagnato di farsi chiamare libri. Una battaglia senza esclusione di colpi contro la Trash-editoria, perché io ne ho piene le scatole di passeggiare per le vie delle città e vedere le vetrine delle librerie invase da biografie di bambocci di dodici anni, raccolte di ricette di ex-pornostar convertite, consigli di bellezza di starlette delle serie tv o di vecchie ultraottantenni che si sono conservate solo grazie al loro chirurgo plastico, di romanzi scritti da veline, letterine, meteorine e gieffine. Voglio dire basta a tutto questo.

Per cominciare questa nuova avventura ho deciso di scomodare un grande classico del trash-letterario, un vero e proprio cult, una prova di marketing surreale, di montaggio video alla “vorrei ma non posso”, di dizione costipata e di recitazione da Razzie Awards. Direttamente dal mai troppo lontano 2010, diamo il benvenuto al video simbolo della Trash-editoria, lo spot presentazione del romanzo “Il labirinto femminile” di Alfonso Luigi Marra e l’ineguagliabile prova d’attrice della nostra Manuela Arcuri nazionale.

Immagine anteprima YouTube

Tutte le volte che passerete davanti a una libreria e vedrete esemplari di questi libri, ricordatevi di questo video, ricordatevi di questa battaglia e soprattutto, pensate a come vi sentireste voi, se fosse stati quell’albero che ha sacrificato la sua lunga e splendida vita per reincarnarsi nel libro di Alfonso Luigi Marra.


Commenti

Guerra alla Trash-editoria: cestiniamola! — 4 commenti

  1. Questo libro non lo conoscevo… Ero una persona molto più felice, avevo ancora un barlume di speranza nei confronti del genere umano… Ora auspico l’estinzione della specie.

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