Book Pride 2015: un giro alla fiera…indipendente

Book Pride Milano 2015

Ho deciso di scrivere due righe riguardo la mia visita di domenica al Book Pride di Milano. Per chi non lo sapesse, si tratta della prima fiera organizzata e autofinanziata dagli editori indipendenti, nessuna casa editrice appartenente a grandi gruppi editoriali italiani e, soprattutto, nessuna casa editrice a pagamento. Un evento che aspettavo con impazienza, ma che non sono riuscito a godermi appieno.

Metto subito le mani avanti: se non ho saputo approfittare del momento e apprezzare fino in fondo il Book Pride 2015 la colpa è mia, non ero molto in giornata. Che dire, capita. Detto questo, voglio comunque raccontarvi un po’ le prime impressioni. La fiera è stata organizzata ai Frigoriferi Milanesi, in zona Porta Vittoria e al primo sguardo è stato inevitabile pensare “cavolo…certo che è proprio piccola!“. Una volta cominciato a girare tra gli stand, ognuno occupato da uno degli editori partecipanti, ho subito notato la bella organizzazione e la cura nell’esposizione messa da ogni casa editrice: tanti, tantissimi libri, tutti ben presentati e ben accessibili al più avido lettore che aveva la possibilità di guardarli, toccarli, sfogliarli e, ovviamente, comprarli.

Per quanto mi riguarda, ho deciso di fare prima un giro “esplorativo”, una passeggiata per dare uno sguardo a tutti gli stand: alcuni appartenevano a case editrici che conoscevo, altri invece a nomi del tutto nuovi per me. Purtroppo, come vi anticipavo, non ero molto in vena e non ho saputo approfittare dell’occasione per fare due chiacchiere e conoscere qualcuno degli editori presenti. Ora ne sono dispiaciuto come potete ben immaginare, ma capitano giornate un po’ sotto tono (certo, sempre nel momento sbagliato).

Una menzione particolare, tra gli altri, va a Del Vecchio Editore perché ho davvero molto apprezzato la loro idea di abbinare a ciascun libro un piccolo cartoncino colorato con una frase che ne riassumeva l’essenza in poche parole: una frase scritta a mano usando una semplice penna, una scelta più calda e accogliente dell’asettico e freddo cartoncino stampato con il pc. Complimenti anche al ragazzo che gestiva lo stand domenica pomeriggio, gentile e professionale, pronto a dispensare consigli su ogni libro che aveva davanti per guidare il lettore nella scelta. Ho davvero apprezzato l’organizzazione di Del Vecchio, ottimo rappresentante della categoria.

Non posso purtroppo dire lo stesso di un altra casa editrice, che ha deciso di farsi rappresentare da una ragazza (davvero gentilissima e sempre sorridente, nulla da eccepire su questo) che ha candidamente ammesso di non lavorare per l’editore e di non saper dare consigli sui libri che aveva di fronte. Ammetto che in quel momento un po’ di depressione mi è venuta: se nemmeno alla fiera dell’orgoglio indipendente ci si prende il disturbo di partecipare di persona, tarsformando lo stand in una semplice bancarella da mercato… Non penso fosse l’unico caso, non ne ho le prove ma a volte è sufficiente uno sguardo per capire la differenza tra la passione di chi fa quel mestiere e di chi, invece, è lì solo per far funzionare il registratore di cassa. Che sia chiaro, la critica è rivolta all’editore e non certo alla ragazza che, di fatto, faceva bene il lavoro per cui è stata pagata. Proprio per rispetto a lei ho deciso di non fare il nome della casa editrice in questione.

La strage degli imbecilli - Carl Aderhold

La strage degli imbecilli di Carl Aderhold edito da Fazi Editore (2015), mio unico acquisto al Book Pride 2015

Anche gli acquisti sono stati molto magri, come sempre mi succede quando non sono in giornata, è mancato l’effetto caterpillar da divoratore di libri: alla fine sono uscito dal Book Pride con un magrissimo bottino preso da Fazi Editore, La strage degli imbecilli di Carl Aderhold, un libro che avevo visto qualche settimana prima su Facebook e che mi incuriosisce molto. Riguardo a questo, permettetemi di togliermi un piccolo sassolino dalla scarpa: girando tra i vari stand ho notato che alcuni editori facevano sconti e altri no. Fin qui tutto bene, non è certo una cosa obbligatoria anche se, ammettiamolo, molto apprezzata da chi partecipa con l’obiettivo di fare incetta di libri risparmiando magari un pochino. In ogni caso, ho comprato il mio unico libro da Fazi e l’ho pagato a prezzo pieno salvo poi scoprire, chiacchierando con La Lettrice Rampante, che il giorno prima lei aveva acquistato dallo stesso editore a prezzi scontati (non ne è certissima, quindi lascio uno spiraglio di dubbio e, nel caso, chiedo immediatamente scusa in ginocchio sui ceci). Se però così fosse… Insomma, io non sono diventato povero e non è certo una tragedia, ma diciamo che ci avete fatto proprio una magra figura. Se riusciste a vedermi ora notereste un sopracciglio alzato, la testa inclinata di dieci gardi mentre la scuoto lentamente con uno sguardo che dice “mmm…disdicevole, proprio disdicevole…“. Insomma, gli sconti o li fate o non li fate, ma che dipendano dal giorno o da chi è allo stand… Peggio per voi comunque, perché avevo in lista altri due vostri libri che alla fine non ho preso. Se non fossi la persona adulta e matura che sono aggiungerei anche un pappappero.

Un rammarico: non essere tornato a comprare anche un libro che avevo puntato da Del Vecchio durante il primo giro esplorativo e per questo chiedo venia.


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