Giovanni Aldini, il “Dottor Frankenstein” italiano

Giovanni Aldini

Un paio di giorni fa, girovagando sul sito Focus.it, mi sono imbattuto in una curiosità su Giovanni Aldini, fisico italiano del ‘700 che, a quanto sembra, era solito fare esperimenti con elettricità e cadaveri. Insomma, un nostrano dottor Frankenstein se così vogliamo dire. Ovviamente non ho resistito alla tentazione di approfondire.

Giovanni Aldini nasce a Bologna il 16 aprile 1762. Figlio di Caterina Galvani, è nipote del celebre fisico Luigi Galvani, ideatore e sostenitore della teoria sull’elettricità animale. Durante una dissezione del corpo di una rana, Galvani si accorse che applicando una scarica elettrica a un nervo si otteneva una contrazione del muscolo a esso collegato. A causa di questo fenomeno ipotizzò un collegamento tra energia elettrica e vita. Aldini, che divenne professore di fisica all’Università di Bologna nel 1978, si interessò agli studi dello zio e li estese fino a un livello che potrebbe essere definito macabro.

Dopo aver sperimentato le teorie del galvanismo dello zio su diversi cadaveri di animali, spostò la sperimentazione sugli uomini. In quel periodo, poiché quasi tutte le condanne a morte in Europa venivano eseguite per decapitazione, Aldini cominciò a servirsi delle teste dei condannati per i suoi esperimenti: applicando una scarica elettrica alla testa del condannato, era in grado di dare origine ad alcuni movimenti involontari come l’apertura e la chiusura di occhi e bocca.

Esperimento di Giovanni Aldini

Illustrazione degli esperimenti di Giovanni Aldini sui cadaveri.

Convinto di poter utilizzare l’elettricità per riportare in vita i morti, nel 1803 Aldini si spostò a Londra, uno dei pochi luoghi dove le condanne venivano eseguite per impiccagione. Ottenuto il corpo – che, ovviamente, doveva essere abbastanza fresco – organizzò un esperimento pubblico durante il quale, grazie a degli elettrodi applicati al cadavere, riuscì a riportare il corpo in vita per brevi istanti, almeno secondo il parere degli scienziati dell’epoca. In realtà l’elettricità generò alcune contrazioni toraciche che diedero l’impressione che il cadavere stesse respirando.

Giovanni Aldini muore a Milano il 17 gennaio 1834.

Aldini, Galvani e i loro studi sul galvanismo furono probabilmente fonte di ispirazione per Mary Shelley (1797 – 1851) che nel 1818, a causa di una scommessa tra amici, pubblicò il suo celebre romanzo gotico Frankenstein.

Ultima nota: il termine galvanizzare che spesso usiamo in senso figurato col significato di eccitare o entusiasmare, deriva proprio dal galvanismo che altro non è che l’eccitazione muscolare ottenuta tramite l’applicazione di una piccola scarica elettrica.

Non so voi, ma io trovo queste curiosità irresistibili!


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