Hercule Poirot, se a scrivere non è Agatha Christie

Hercule Poirot

In questi giorni mi è ricapitato sotto mano un articolo pubblicato il 4 settembre 2013 su Corriere.it nel quale si annunciava l’uscita di un nuovo romanzo dedicato a Hercule Poirot, il celebre investigatore creato da Agatha Christie. Ebbene, il giorno è arrivato e The Monogram Murders, questo il titolo, uscirà il prossimo 9 settembre. Autrice del romanzo è Sophie Hannah. Inevitabile per me farmi alcune domande.

Andiamo con ordine: Poirot fa la sua comparsa nel mondo della letteratura nel 1920 con l’uscita del romanzo Poirot a Styles Court riscuotendo immediatamente grande successo di pubblico. Numerosi altri romanzi lo seguiranno per oltre mezzo secolo fino al 1975, anno della pubblicazione di Sipario: l’ultima avventura di Poirot. In occasione dell’uscita dell’ultimo libro, Agatha Christie dichiarò che questo personaggio era diventato ormai un fardello, motivo per cui decise di farlo morire di infarto durante l’ultimo caso (non penso di rovinare la sorpresa a nessuno dicendolo considerando che si tratta di una notizia ampiamente diffusa).

A questo punto non posso fare a meno di chiedermi il motivo di questa decisione. Sempre nell’articolo del Corriere.it è scritto che il nipote giustifica questa scelta con la seguente frase: «Credo che ogni autore preferisca non essere imitato – ha ammesso il nipote – ma penso che alla fine mia nonna capirebbe che la scelta nasce dalla necessità di rilanciare i suoi libri sul mercato mondiale» [fonte Corriere.it].

Sophie Hannah

Sophie Hannah, autrice di “The Monogram Murders” il nuovo romanzo di Hercule Poirot.

Per prima cosa dubito che un’autrice come Agatha Christie abbia bisogno di essere “rilanciata” sul mercato considerando che i suoi romanzi sono famosi ovunque nel mondo e che Dieci piccoli indiani da solo ha venduto oltre 100 milioni di copie; in secondo luogo la Christie ha ucciso Poirot perché non lo sopportava più, siamo sicuri che le farebbe piacere sapere che è tornato? Penso proprio di no.

Questo non è però l’unico caso: a giugno di quest’anno è stata ripresa da molti giornali la notizia riguardante la lotta sui diritti di Sherlock Holmes e il desiderio degli eredi di bloccare la pubblicazione di una serie di racconti a lui dedicati dall’autrice Leslie Klinger.

Di fronte a tutto questo mi chiedo: è giusto? Un personaggio è parte dell’autore che lo ha pensato, che gli ha dato vita, che ha dato forma al suo aspetto e al suo carattere. Indipendentemente da diritti d’autore, concessioni e cavilli legali vari, siamo sicuri che sia sufficiente prendere un foglio bianco e scriverci sopra Poirot o Sherlock Holmes per ridare vita a personaggi di tale spessore? Io ho i miei dubbi. Non ho mai letto nulla della Hannah o della Klinger e potrebbero benissimo essere grandissime autrici, ma di certo non sono né Agatha Christie, né Conan Doyle. Un confronto di questo peso è perso in partenza e se anche riuscissero a scrivere romanzi fantastici, la differenza sarà sempre palpabile e pronta a saltare fuori da ogni pagina.

Capita a tutti i lettori di affezionarsi a qualche personaggio e quando questo cessa la sua attività, se così vogliamo dire, se ne sente inevitabilmente la mancanza. Il desiderio di leggere un nuovo libro con il nostro beniamino è forte, ma ci sono dei momenti in cui bisogna accettare il fatto che sia finita. Spesso mi trovo a storcere il naso quando è lo stesso autore che, a distanza di anni, decide di spolverare un suo cavallo di battaglia (come J.K. Rowling che minaccia di scrivere un seguito per Harry Potter che, diciamolo, è oggettivamente una storia finita), figuriamoci quindi quando a farlo è qualcun altro.

La letteratura è un’arte e come tale va trattata: se io prendessi una tela e ci facessi un bel taglio nel mezzo voi la comprereste? No? E io che volevo solo “rilanciare sul mercato” il povero Lucio Fontana…


Commenti

Hercule Poirot, se a scrivere non è Agatha Christie — 5 commenti

  1. Sono un accanito lettore dei gialli di Agatha Christie. Ho letto il libro e sono ben contento che il personaggio di Hercule sia “resuscitato”. Ho la sensazione che i personaggi che hanno fatto “storia” appartengono non soltanto all’autore ma anche al “pubblico”. Pertanto condivido la scelta.

    • Mi fa piacere avere il parere di qualcuno che ha letto questo libro. Personalmente fatico un po’ad accettare queste scelte editoriali, le trovo sempre molto orientate al profitto. Nel caso specifico Agatha Christie era stanca di Poirot e mi sembra anche un po’ irrispettoso nei suoi confronti, un po’ come andare contro il suo volere. Con questo ovviamente non voglio dire che il libro non possa essere bello…solo non è Agatha Christie. Grazie del parere, magari lo leggerò in futuro.

  2. Scusa se commento mille anni dopo (non so neanche se leggerai quello che scrivo), però gli “apocrifi” di Holmes ci sono sempre stati, da parte degli autori più diversi, da Orrore nel West End a Lo strano caso del Dr Jekill e di Mr Holmes (addirittura crossover) o Uno studio in verde smeraldo (qui addirittura i rimandi letterari e le citazioni sono in ogni rigo, anche se il riferimento principale è Lovecraft). Personalmente non mi sono mai trovata in difficoltà nel tenerli distinti dalle opere “canoniche” dell’autore, spesso ho trovato la loro lettura divertente e pur credendo nel rapporto unico tra l’autore e il suo personaggio (ed essendo abbastanza certa che la Christie non sarebbe troppo d’accordo con le dichiarazioni del nipote), penso che riletture e reinterpretazioni possano essere comunque godibili, se ben realizzate. Penso a opere come Wicked o a Il grande Mar dei Sargassi e senza dubbio lì i personaggi sono diversi da come erano stati concepiti dai loro autori originari, tuttavia sono contenta che questi romanzi siano stati scritti.

    • Tranquilla gli argomenti sono sempre attuali, non è mai troppo tardi per parlarne 😉 Forse hai ragione, ma ci sono casi, soprattutto con personaggi meno classici, dove faccio più fatica a immaginare questa cosa, come ad esempio il quarto libro con Lisbeth Salander non scritto da Larsson. Non so, ma mi sembra precoce “cederlo” a un estraneo. È chiaramente una mera mossa acchiappa soldi. Nel caso specifico di Poirot poi, la Christie lo aveva ucciso addirittura, anche solo in segno di rispetto avrei evitato… però non nego che rivisitazioni, come dici giustamente, possano essere comunque godibili. Il mio è più un problema di accettazione di fondo.

      • Sì, lo capisco, anch’io ho avuto qualche problema con Eoin Colfer che proseguiva la saga della Guida Galattica o con Elizabeth Bennet che combatteva gli zombie con una katana, diciamo che cerco sempre di essere ottimista riguardo al risultato.

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