Marcia indietro sulle detrazioni fiscali per i libri

Detrazioni no grazie

Qualche tempo fa ha fatto molto clamore, almeno tra noi lettori, la notizia della proposta di legge riguardante le detrazioni fiscali del 19% nel triennio 2014-2016 per chi avrebbe acquistato libri (qui potete leggere il post).

Entusiasmo, emozione e felicità per quello che era un primo segnale del governo e della voglia di incentivare alla lettura e di provare a risollevare un settore in forte crisi. Ovviamente era un’illusione.

Il primo mese di questo 2014 ha visto i lettori chiedere a destra e a manca quali erano le regole e le condizioni per ottenere i rimborsi: serve lo scontrino parlante? Serve la fattura? Serve la bolla papale? Nessuno ne aveva idea, né i librai, né gli editori, né probabilmente gli stessi politici.

Oggi finalmente ci sono delle novità, ma di certo non quelle sperate. Il Sole 24 Ore ha infatti pubblicato una notizia che lascia tutti con l’amaro in bocca: sembra infatti che in attesa di avere il benestare dalla Commissione UE per lo stanziamento dei 50 milioni di euro previsti per queste agevolazioni, il governo abbia un tantino ritoccato la legge escludendo, di fatto, i privati non studenti, cioè la stragrande maggioranza, per sostituirli con gli esercizi commerciali che effettuano la vendita di libri al dettaglio.

Per gli studenti invece sarà possibile richiedere dei voucher sconto del 19% da spendere negli esercizi aderenti all’iniziativa, in sostituzione del rimborso fiscale.

La fonte è sicuramente più che affidabile, ma voglio sperare e lascio sempre il beneficio del dubbio. Sinceramente non mi è molto chiaro il motivo di questo ripensamento, ma tant’è. Che dire, in attesa di conoscere qualche nuovo sviluppo, incassiamo il colpo e andiamo avanti a leggere e a comprare libri, anche e soprattutto alla faccia di chi ha deciso che non vale la pena investire nella cultura.


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