Libri nelle banche…per promuovere la lettura?

Espositore libri

Ieri mi sono imbattuto per caso in un articolo che celebrava l’accordo stipulato tra la casa editrice Giunti e la Banca Popolare dell’Emilia Romagna per la vendita dei libri nelle filiali bancarie. Ora, io ci provo a non essere sempre polemico, ce la metto tutta, sul serio! Ma come posso tacere su una notizia come questa?

Riassumo brevemente la notizia riportata dalla stessa Giunti e che, se volete, potete leggere qui: Giunti Editore e la Banca Popolare dell’Emilia Romagna hanno siglato un accordo che permette a quest’ultima di vendere libri nelle filiali perché, e cito, “Diffondere la lettura presso il più ampio numero di persone possibile, in un Paese dove si legge davvero poco, è l’obiettivo comune di Giunti Editore e Banca Popolare di Romagna”.

Adesso io mi chiedo in che modo vendere manuali, libri di Peppa Pig, fascicoletti da colorare e qualche romanzo in una filiale bancaria possa dare un significativo contributo alla diffusione della lettura in Italia? Se, come ormai è noto, gli italiani comprano pochi libri e ne leggono ancor meno, mi viene difficile pensare che trovare un espositore in una banca, dove nove persone su dieci i soldi ce li lasciano, sia un incentivo a spenderne degli altri.

Secondo me, questa iniziativa non fa altro che copiare quella già avviata da Poste Italiane e ha il solo scopo di creare un’ulteriore, seppur dubbia, occasione per banche e editori di fare cassa. Per carità, nulla in contrario su questo, ma non vendetemelo come un tentativo di diffondere la lettura in Italia perché su questo sono un po’ scettico. Almeno alle poste, con l’attesa media che oscilla tra le due e le tre ore, una persona può decidere di comprare un libro anche solo per aver qualcosa da fare evitando così di farsi colpire da un raptus di follia improvviso.

Vogliamo davvero incentivare la lettura? Perché allora non ripristiniamo la tanto acclamata e rapidamente cancellata detrazione fiscale per l’acquisto di libri? Magari questa volta pensandola un po’ meglio e mettendo a disposizione fondi adeguati. Perché non cerchiamo un modo di rendere i libri accessibili a più persone? Perché non promuoviamo iniziative per educare i bambini e abituarli alla lettura fin da piccoli?

Molte di queste cose e tante altre già vengono fatte e spesso sono promosse dalle stesse case editrici, quindi diamo a tutti i propri meriti; ma diciamoci anche la verità: un espositore con il 15% di sconto in una filiale bancaria non aiuterà in alcun modo il figlio dell’italiano medio, che in banca i soldi li spende e basta, a sentirsi più attratto dai libri.


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