Frankenstein, un capolavoro nato per caso

Frankenstein

Oggi vi voglio raccontare una curiosità su Frankenstein, il celebre romanzo di Mary Shelley del quale vi avevo già fatto la mia recensione qualche tempo fa e che potete trovare a questa pagina.

Forse molti di voi sapranno già quello che sto per raccontare, ma io l’ho scoperto solo qualche mese fa e credo che per molti altri può essere una novità interessante.

L’anno scorso ho visitato una mostra a Milano dedicata a Dracula e, tra tutti i pannelli ricchi di curiosità e informazioni, uno spiegava le origini dei più celebri mostri della letteratura tra i quali, ovviamente, non poteva certo mancare Frankenstein di Mery Shelley.

Nel Maggio del 1816 la sorellastra di Mary Shelley, Claire Clairmont, impegnata in una relazione amorosa con Lord Byron, convince Mary e il marito Percy a recarsi a Ginevra per stare qualche tempo in loro compagnia. A causa del maltempo, questi quattro illustri personaggi si ritrovano spesso costretti in casa e passano il tempo dedicandosi alla lettura di romanzi e racconti di fantasmi fino a quando Lord Byron decide di fare una scommessa e sfidare tutti a scrivere un proprio racconto dell’orrore, il più terrificante che riescano a immaginare.

Percy e Mary Shelley - Lord Byron - Claire Clairmont

Da sinistra: Percy Shelley, Mary Shelley, Lord Byron e Claire Clairmont

L’atmosfera del luogo e i discorsi sul galvanismo e sulla possibilità di infondere la vita in un cadavere con i quali il marito Percy e Lord Byron erano soliti intrattenersi, scatenarono in Mary terribili incubi che permisero a una giovanissima ragazza di dare vita a un’opera destinata a restare nella storia.

Il romanzo fu pubblicato per la prima volta nel 1818 in forma anonima e successivamente ripubblicato in seconda edizione nel 1831 svelando al mondo la mano celata dietro questa grande opera.

Ammetto che quando ho letto questa storia sono rimasto a bocca aperta: scoprire che uno dei romanzi più famosi della letteratura mondiale sia nato per una scommessa mi ha lasciato senza parole. Se oggi possiamo avere il piacere di leggere Frankenstein di Mary Shelley dobbiamo solo ringraziare Lord Byron, una scommessa e una piovosa estate di oltre due secoli fa.


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