Lo Hobbit: la desolazione di Smaug. Il film al cinema.

Lo Hobbit - La desolazione di Smaug

Ho le mani che mi prudono da quando, lo scorso lunedì, ho visto al cinema il secondo film della trilogia dedicata al celebre romanzo di Tolkien, Lo Hobbit: la desolazione di Smaug.

Dopo aver visto il primo, che sebbene non fosse fedelissimo, risultava comunque un film gradevole e piacevole, a questa seconda grande opera dico no.

Dico no a un sempre più paffutello Legolas, alla sua antipatia, alla sua arroganza e una sua inventata e quantomeno discutibile collocazione all’interno della storia. Dico no a Tauriel, altra protagonista elfica completamente inventata, e al suo essere una qualche specie di Xena degli elfi; dico no al suo personaggio insipido e francamente inutile e a una sua improbabile infatuazione per un nano. Dico no agli infiniti stravolgimenti della storia, esagerati al punto da non avere più nessun episodio anche lontanamente fedele al bellissimo romanzo scritto da Tolkien.

Un secco no all’incontro con Smaug nella Montagna Solitaria, interamente inventato e in tutta sincerità esagerato e ridicolo. No, no e ancora no ai combattimenti in stile Matrix – La foresta dei pugnali volanti, con acrobazie impossibili, coreografate e confezionate ad arte con l’unico scopo di rendere il tutto scenografico a discapito della qualità; insomma, ci mancava poco che qualcuno si fermasse a mezz’aria in volo d’uccello. Un altro grandissimo no a tutti questi orchi che nel libro compaiono a malapena, all’orco bianco che invece nel romanzo non appare proprio, agli inseguimenti inesistenti e agli scontri continui che si protraggono per tutta la durata del film con l’unico scopo di allungare la minestra.

Dico no a un regista che, reduce dal successo meritato della trilogia de Il Signore degli anelli, ha tentato di replicare trasformando quella che è una fiaba per bambini, in una storia cupa e truce, piena di violenza gratuita. Un lapidario no a una ennesima dimostrazione di come i soldi siano in grado di rovinare un’opera stupenda dalla quale poteva essere tratto un altrettanto splendido e unico film.

Prima dell’uscita di questa trilogia mi chiedevo come sarebbe stato possibile trarre tre film di tre ore ciascuno da un libro che, letto con impegno, può essere terminato tranquillamente nello stesso tempo se non meno. Ora mi è chiaro che questo non è stato fatto: i film sono solo ispirati (e molto vagamente) al libro.

Se doveste avere ancora qualche dubbio…no, non mi è piaciuto affatto. Ho trovato questo secondo film proprio brutto, e questo non ha nulla a che vedere con la mancata fedeltà al libro: è lento, lungo e tremendamente ripetitivo nelle lotte al punto da risultare noioso.

Vedrò il terzo? Penso proprio di sì, anche solo per vedere a questo punto dove andremo a parare perché, in tutta sincerità, adesso sono davvero curioso.


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