Diario di un Lettore Pendolare: la festa, le Mammas e no cioè

Treno, dieci giorni fa (giorno più, giorno meno)…

“No guarda, non so che fare per la festa di Lamartina… sono andata a vedere un posto dove una sua amichetta ha festeggiato lo scorso anno, a lei era piaciuto un sacco perché la festeggiata aveva una grande poltrona e tutti andavano lì a darle i regali e la guardavano mentre li apriva e adesso anche lei vuole avere questa poltrona per il suo compleanno. Troppo carina! Ma non c’era posto.”

Popolo, adorate Lamartina e portatele doni.

“Allora ho visto un altro posto, ma non c’è la poltrona, però secondo me se gliela chiedo me la danno dai, che ormai Lamartina ci resta male”

Eh, son problemi.

“Altrimenti pensavo a casa, in giardino, tanto sarà aprile e il mio giardino è abbastanza spazioso”
“E se piove?”
“No beh, se piove salta, figurati in casa! Però vorrei prenotare un’animatrice, così se li smazza lei.”

Ah ecco.

Treno, 6 aprile 2017

“Eh, alla fine è una festa in giardino, un conto è se sei seduta a tavola, ma così avrai bisogno comunque di spazio perché hai messo anche tutti i giochi.”

Mi giro ed eccole lì, di nuovo le Mammas e stanno ancora parlando della festa di Lamartina, neanche fosse il centenario della regina Elisabetta. Non ci voglio credere.

Pochi secondi dopo, ancora rapito e incredulo, alle mie spalle sento dire, con tono da mercato del pesce:

“Nooooooocioè! Tesooo, stamattina ti ho chiamata perché non sapevo che fareee!”

Mi volto e le vedo, due ragazze di forse sedici o diciassette anni. Una bionda platino e l’altra mora. Praticamente la versione pendolare delle veline. Trucco sobrio stile Moira Orfei nei tempi di gloria, unghie finte verde smeraldo di 4 cm, un assortimento di anelli-piercing-bracciali-collane sufficiente ad aprire una bigiotteria, auricolari condivisi per sentire canzoni a 10000 decibel.

La bionda riprende, urlando: “Non sapevo se prendere il treno a Varese o a Gazzadaaa. Ho detto al Marco che potevamo prenderlo insieme ma figuratiii. Allora ho chiamato te, ma nocioè non hai risposto e allora…”
“Eh vabbé amooo alla fine ci siamo beccate”
“Nocioè Tesooo, possiamo usare il tuo telefono che guarda come cavolo è già scarico il miooo!”
“Ok” risponde la mora estraendo due smartphone dalla borsa “ma non so che canzoni trovi dentro”
Neanche il tempo di collegarlo e la bionda:
“Nocioètesooo ma che figa è questaaaa! Nooooo, è il Paolinoooo”
(nome inventato, ma francamente pure quello che hanno detto non lo avevo mai sentito, che io ormai sono anziano)
“Noooootesoooo ora me lo scarico. Mi ha fatto troppo venire in mente il Paolino. Sì me lo scarico, che io sono fatta così”
Siamo affranti.

Intanto…
“..che poi Lamartina vuole giocare ai travestimenti. Vuole la scatola dei travestimenti per vestirsi e travesitre anche noi.”
E l’altra, sbarrando l’occhio “Ah, ma allora no la Baby Dance! Altrimenti schiattano!”
Appunto mentale: cercare su Gugol che cacchio è la Baby Dance.

“Nooo Tesooo, ma dove sono le musiche sul tuo cell?!”
“Noooocioè, ma che è questa? Noooo ma è troppo figaaa!”
E inizia a borbottare canticchiando qualcosa mai sentito prima di cui colgo solo la parola “Sadico”

“E la torta? Quante fragole devo usare?”
“Due o tre cestini”
“E quale panna hai usato per decorare?”
“Quella spray, della bomboletta”
Sì, usa la bomboletta che dopo dieci minuti hai una torta a mollo in una favolosa acqua bianca.
“Ma sei sicura? Ma non si smonta?”
Eh, grazie al cielo
“Ah no, ho preso il Dolceneve”
Nota di servizio: prima di essere polverizzata e imbustata o messa in bomboletta, la panna esiste anche liquida e fresca pronta per essere montata. Lo so, sono cose che sorprendono.

“Nooooocioètesooo”
“E la baby Dance?”
“Che figataaa!”
“Nocioè il Paolino!”
“Lamartina!”
“No ma sboccoooo”
“E la torta?!”

Morale della storia?
Tu passi venti giorni a sfracellare le balle a un intero vagone per organizzare la festa di compleanno alla tua dolcissima figlia quattrenne, pensi a ogni dettaglio per accontentare desideri che neanche sa di avere, per renderla la principessina sulla poltrona che hai sempre desiderato, inconsapevole che dodici anni dopo il destino beffardo potrebbe decidere di ripagarti con un’adolescente che parla abbreviata, che frequenta Tesooo, che si trucca come una Drag Queen e che usa nocioè come punteggiatura.


Commenti

Diario di un Lettore Pendolare: la festa, le Mammas e no cioè — 4 commenti

    • Grazie mille! Più inquietante, se proprio devo sbilanciarmi, ma il mondo è bello anche (e soprattutto) perché è vario. Alla fine chissà che diranno di me, di quel tipo noioso col libro!

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