Diario di un Lettore Pendolare: La distinta signora

Il treno si ferma e sale lei, distinta signora sulla sessantina. Capelli biondi pettinati in un caschetto quasi perfetto, trucco coprente il giusto, completo giacca-pantalone senza un difetto. Prende posto e il treno riparte.

Passano pochi minuti e nel vagone ecco diffondersi in dolby surround un comizio politico. Dalla voce e dai contenuti, probabilmente a parlare era Salvini. Mi guardo in giro per cercare di capire la sorgente di quella voce e, come me, molti altri. All’improvviso la localizziamo: è lo smartphone della distinta signora.

Penso: “vabbè, ora abbasserà“. Ma passano cinque minuti e il comizio continua imperterrito. Gli sguardi verso la distinta signora si fanno sempre più insistenti fino a quando, esasperata, una ragazza seduta di fronte a lei chiede:

Mi scusi, potrebbe abbassare il volume? Che non è che dobbiamo per forza sentirlo

Sì, sì” – risponde la distinta signora – “stavo proprio cercando di abbassare“.

Dai bella, vallo a raccontare a qualcun altro, che sono 10 minuti che va sto video…

La cosa poteva finire qui, ma la distinta signora non ci sta e, senza alzare lo sguardo dal telefono dice alla ragazza:

Che poi lei ha anche le cuffie, cosa le interessa“.

La ragazza risponde:

Sì, ma sto cercando di fare una telefonata di lavoro e…

Neanche finisce la frase che la distinta signora, sempre con occhio fisso sul telefono, alza una mano e con gesto altezzoso e stizzito dice

Sì, sì, bye bye“.

La ragazza, evidentemente e giustamente irritata risponde – “Ma che cafona…” – solo per sentirsi zittire con un fulmineo – “Come lei” – della distinta signora, che persino di fronte all’evidenza non ammette di essere in torto marcio.

Dopo questo il video tace e tutto torna alla normalità. Sguardi tra il perplesso e il divertito vengono scambiati tra i pendolari che hanno assistito alla scena: siamo tutti comprensibilmente increduli.

Passano tre minuti e la ragazza fa una telefonata. Dopo circa 30 secondi di comunicazione a voce assolutamente normale, ecco la distinta signora che, acidamente, non perde l’occasione di sferrare il colpo di grazia: “Eh certo, però lei urla“.

E la ragazza, dotata di una pazienza alla Giobbe, invece di defenestrarla come chiunque altro avrebbe fatto, risponde con un semplice e superiore “Sì, mi scusi“. Applauso mentale.

Morale: non importa quando belli possano essere i tuoi vestiti, uno str* resta tale anche se ben incartato.

 

PS. Mi sono autocensurato, ma certe volte non esistono termini migliori per definire certe persone. Mi perdonerete.


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