Diario di un Lettore Pendolare: il potere della mente

Lui, sulla banchina ritto davanti alla porta chiusa del treno appena arrivato.
Noi, tutti dietro in trepida attesa.
Lui, paziente, non muove un muscolo.
Noi, pazienti, ma un po’ meno, lo guardiamo.
I secondi che passano.
I pendolari che, sugli altri vagoni, salgono. 
Lui, sempre fermo nella sua posizione dominante, sguardo fisso sulla porta.
Noi, dietro, sempre più confusi.
Io che penso: “Sì, la porta è bella e l’abbiamo guardata abbastanza. Fai una foto che dura per sempre e andiamo?“.
Altri secondi scivolano via. La banchina quasi vuota.
Lui, sempre immobile, concentrato.
Io che, da dietro, allungo il braccio davanti al suo naso e premo il pulsante.
Le porte che miracolosamente si spalancano, che all’apertura telecinetica ci stiamo lavorando.
Lui che, impassibile, sale.
E noi anche. Finalmente.

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