Diario di un Lettore Pendolare: L’uovo e la gallina

Mercoledì 25 maggio

Mi alzo presto per riuscire a prendere il treno prima che il grande buco nero dello sciopero li inghiotta tutti cancellando le speranze di noi poveri pendolari. Pendolari che hanno poche, salde certezze nella vita. Certezze che non possono essere messe in discussione.

Primo. I treni non sono mai puntuali, tranne quando sei tu ad essere un minuto in ritardo. In quel caso puoi star certo che il treno è già passato.

Secondo. I ritardi riportati sui tabelloni informativi sono come le immagini sulle confezioni dei cibi pronti: hanno il solo scopo di illustrare il disagio, ma la realtà è molto diversa. Sempre peggiore.

Terzo. Gli scioperi si fanno di venerdì. Venerdì. Per chiudere la stancante settimana con il non plus ultra delle rotture di palle.

Cosa sta succedendo? Perché questa volta lo sciopero è di mercoledì? Un’agghiacciante anomalia che un pendolare non è pronto ad affrontare.

Arrivo in stazione in largo anticipo, riponendo le speranze nella fascia garantita. Alzo lo sguardo verso il tabellone degli orari ed ecco apparire l’attesa sfilza di “cancellato” e “destinazione modificata“. Scorro la lista e scopro che il mio treno per Pioltello, un treno garantito, è stato soppresso. Subito sotto però, Mr Trenord segnala la presenza di un altro treno, stessa ora e stessa destinazione. Un treno “Straordinario. Straordinario un corno: quello ordinario te lo sei rubato. Ritardo previsto: zero.

Arrivo al binario e incontro il mio solito compagno di viaggio, chiacchieriamo e aspettiamo. All’ora prevista nessuna traccia del treno, nessun messaggio dagli altoparlanti, nessuna informazione sulla segnaletica del binario. Tutto tace e un innaturale silenzio avvolge la stazione. Dopo qualche minuto decidiamo di andare a controllare gli schermi. Ed eccolo lì: treno straordinario per Pioltello in ritardo di 25 minuti. Fortunatamente scopriamo che tra pochi minuti arriverà un treno che ci può far raggiungere la vecchia stazione di Expo.

Dilemma: aspettare lo straordinario in super ritardo ma che arriverà a Milano Porta Venezia o prendere questo, avvicinarci un tantino pur sapendo che poi inizierà l’Odissea? La logica dice aspetta, ma nella mente del pendolare avvicinarsi è sempre meglio di attendere impotenti un treno in ritardo che all’ultimo potrebbe essere deviato o, peggio, cancellato. Dopotutto si sa, meglio un uovo oggi… Ed Expo sia.

Stiamo per arrivare in stazione quando il capotreno ci comunica che un treno regionale diretto a Milano Porta Garibaldi è proprio dietro di noi e i pendolari diretti lì possono godere della fortuita coincidenza. Lo prendiamo anche noi, avvicinandoci ancora di qualche passo alla nostra destinazione.

Arrivati in Garibaldi scopriamo che gli ultimi treni stanno ancora circolando nel Passante Ferroviario e quindi possiamo prenderne uno e arrivare finalmente a Porta Venezia. Corriamo nella stazione sotterranea e…

Din Don!In arrivo al binario uno, treno straordinario per Pioltello in ritardo di 28 minuti.
Dopo un’ora, decine di gradini e tre cambi di treno eccoci qui, impotenti di fronte alla sfacciata gallina.
Ci guardiamo sconsolati.
E straordinario sia.

 

Il Diario di un Lettore Pendolare ossia piccole (dis)avventure e riflessioni di un accanito #lettorependolare. Leggi qui il primo post di presentazione.


Commenti

Diario di un Lettore Pendolare: L’uovo e la gallina — 2 commenti

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>