Diario di un Lettore Pendolare: Trenord vs Giappone

Diario di un lettore pendolare #27 - Trenord vs Giappone

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I treni giapponesi sono noti per la loro puntualità. Meno noto è che cosa succede se – putacaso – fanno ritardo. Ebbene, in Giappone se un treno fa anche solo 5 minuti di ritardo i passeggeri ottengono delle scuse e un certificato che possono mostrare al lavoro per dimostrare che il ritardo è dovuto al treno, perché altrimenti nessuno crederebbe loro.”

Puntualità. Anche i treni di Mr Trenord sono noti per la loro puntualità e per la loro innata abilità nell’evitarla sistematicamente. Una chimera per i pendolari, che al solo sentir pronunciare questa parola entrano in uno stato mistico di esaltazione dello spirito. Puntualità, la divinità del pantheon pendolare. In qualche stazione è stato anche costruito un piccolo tempio per permettere ai devoti di pregare in attesa della sua venuta.

Ritardo. Cosa succede se, putacaso, un treno di Mr Trenord fa ritardo? Beh, innanzitutto i 5 minuti neanche te li dicono: voglio dire, ma siete seri? 5 minuti?! Ma questi fanno parte del normale orario di circolazione! Un treno previsto per le 10.30 è considerato puntuale almeno fino alle 10.39. I ritardi vengono segnalati solo ed esclusivamente da un minimo di 10 minuti e per i suoi multipli.

Scuse. Per quanto riguarda le scuse va detto che Mr Trenord non si risparmia. Ormai il messaggio “ci scusiamo per il disagio” lo agganciano a qualsiasi comunicazione, così, per praticità: “Il treno per Novara è stato soppresso, ci scusiamo per il disagio“, “Prossimo treno per Milano previsto nel 2018, ci scusiamo per il disagio“, “Vietato attraversare i binari, ci scusiamo per il disagio“, “Treno in arrivo al binario 1, ci scusiamo per il disagio“, “Vi conviene andare a piedi. Ci scusiamo per il disagio.

Certificato. Certificato! Ci rendiamo conto? Nel mio ufficio ormai si sorprendono quando arrivo puntuale. Cosa succederebbe se introducessimo questa pratica anche qui? Innanzitutto Mr Trenord dovrebbe assumere centinaia di persone da distribuire nelle stazioni in pianta stabile che, munite di banchetto, passerebbero la giornata a fare volantinaggio. Vista la mole di certificati da distribuire si creerebbero delle code e dei ritardi nella distribuzione, così che diventerebbe necessario fare dei certificati che attestino il ritardo maturato nell’attesa del certificato. A casa dovrei dedicare una libreria solo alla conservazione dei certificati di Trenord. Tempo due mesi e la deforestazione globale sarebbe ultimata e la vita sulla Terra troverebbe la sua fine per carenza di ossigeno. Sopravviverebbero probabilmente gli animali acquatici, piccoli rettili o mammiferi e miliardi di batteri che, nella loro nuova e tranquilla vita, si chiederanno la natura di quel misterioso suono, di quel gracchiante e metallico “Ci scusiamo per il disagio“, che indisturbato si diffonde continuamente nell’aria, ultima eco di un pendolare passato.

 

Il Diario di un Lettore Pendolare ossia piccole (dis)avventure e riflessioni di un accanito #lettorependolare. Leggi qui il primo post di presentazione.


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