Diario di un Lettore Pendolare: Addio vacanze

Diario di un lettore pendolare #15 - Addio vacanze

Venerdì 4 settembre, la prima settimana lavorativa dopo le ferie si sta chiudendo. Come ogni sera salgo sul treno, mi siedo, prendo in mano il mio bel romanzo di Stephen King e sono pronto ad affrontare il breve viaggio verso casa. Inconsapevole che sarà breve ma intenso…

Appena il treno riparte e tutti i pendolari hanno trovato una sistemazione vengo letteralmente travolto da una squillante e cristallina voce alle mie spalle:

Mammamammaguaddatlenolosso. Mammamammamammamammaguaddaaaa

Dietro di me è seduta una dolce famigliola con due vivaci bambini che forse, insieme, raggiungeranno i sette anni. Due bambini dotati entrambi di una coppia di polmoni di tutto rispetto. Pazienza, son bambini, mi dico in uno slancio di comprensione.

Arriviamo alla fermata successiva e improvvisamente sono circondato da un esuberante gruppetto di colleghe dotate della stessa tonalità di voce di Vanna Marchi. In un attimo cominciano a passarsi borsette, aprire sacchetti e tirare fuori una giacca che tutte, e dico tutte, a turno commentano urlando. Alla fermata successiva si libera qualche posto e così chiamano a raccolta anche le altre due rimaste in disparte: il gruppo è al completo. Esaurito l’argomento giacca la discussione si sposta sul correlato tema delle etichette e le cinque amiche danno vita a un impagabile saggio corale dal titolo Etichette e disastri di lavaggio

No perché sono sempre lunghe! Ma a voi non danno fastidio?

Ma sì! Io le tolgo sempre, le fanno di mezzo metro! Ma che ti serve un’etichetta così lunga?!”

“Una volta dopo aver tagliato l’etichetta ho lavato la maglietta e si è stinta. Ho chiamato subito!

E te l’hano cambiata?

Certo!

A me una volta si è scucita tutta una camicia da notte e restava fuori la tetta!” Boato scrosciante di risa.

Nel frattempo alle mie spalle:

Mammamammamammamammamammamammaguaddaaaaa

Lancio qualche occhiataccia sperando di incenerirne un paio ma niente. Passano dieci minuti e un uomo, parte del gruppetto ma fino a ora poco partecipe, forse stanco di vestaglie, tette ed etichette, e desideroso di sottolineare la sua ferita mascolinità, tira fuori lo smartphone da cui comincia a uscire uno strano rumore da aspirapolvere:

WHOOOOOOOOOOOOOOOO…WHOOOOOOOOOOOOOOOO

Che fai?” dice una delle Vanna.

Un’altra, celermente, si sporge e sbircia: “Gioca a un gioco con le macchine!

No, sono aerei.” che certo, facile confonderli.

Ahhhhh” risa incontrollate e serie di battute sulle scarse doti da pilota del tale, che in effetti continuava a precipitare. Prova mascolinità estrema miseramente fallita.

I dieci minuti successivi sono stati tutti un susseguirsi di:

Mammamammamammamammamammamamma

WHOOOOOOOOOOOOOOOO

Avevo tutta la tetta di fuori, non potevo tenerla!

Guaddaaaaaaaaa

WHOOOOOOOOOOOOOOOO

Finalmente il treno si ferma alla mia stazione, io ho letto cinque pagine e ho una gran voglia di uccidere. Mr Trenord, sono tornato!

 

Il Diario di un Lettore Pendolare ossia piccole (dis)avventure e riflessioni di un accanito #lettorependolare. Leggi qui il primo post di presentazione.


Commenti

Diario di un Lettore Pendolare: Addio vacanze — 2 commenti

    • Eh sì, ci si mettono di impegno a volte! Ammetto comunque che di quando in quando queste impreviste distrazioni risultano molto molto divertenti: le persone urlano di tutto in treno, senza alcuna remora 😉

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