Diario di un Lettore Pendolare: Il portafortuna

Diario di un lettore pendolare #13 - Il portafortuna

Toc…….toc….toc..toc.toctoctoctoc.

Ecco, mi è caduto” dice la signora seduta vicino a me rivolta all’amico seduto dalla parte opposta del vagone.
Cosa?” Chiede lui.
Il mio portafortuna

E non riesci a prenderlo? Dov’è?
Non lo so. Già è un periodo sfigato e ora perdo anche il mio portafortuna. Ce l’ho da cinque anni.
Ma dov’è finito?” chiede una terza amica apparsa dal nulla che viaggia in piedi tra i due.”Non lo so, qui sotto, ma come faccio a prenderlo adesso?

Passa qualche minuto e pare che le intenzioni siano quelle di lasciare il portafortuna dove si trova, troppo complesso da raggiungere in un treno discretamente affollato. Tanto più che, all’apparenza, è finito proprio sotto i sedili. I tre amici chiaccherano del più e del meno ma, si sa, la lingua batte dove il dente duole. All’improvviso la signora del portafortuna si alza, si gira e, in ginocchio sul sedile, inizia a sbirciare in ogni fessura raggiungibile e…

Eccolo, lo vedo!” dice contenta. Ovviamente è finito nella parte più irraggiungibile di tutto il vagone, tra due schienali dei sedili, incastrato sul piccolo bordino rialzato che percorre il vagone per la lunghezza. Insomma, un punto dove braccio umano non può arrivare.

Cavolo, ma non ci arrivo, come faccio a prenderlo lì? Tieni questa!” dice, lanciando la borsa all’amica e continua, sempre in ginocchio sul sedile, a sbirciare ogni spazio in cerca di un possibile punto di contatto.

Aspetta” dice l’amica “io ho una lima per le unghie” e, in men che non si dica, dalla sua borsa estrae una sorta di boomerang di dimensioni disumane, spesso un centimetro e mezzo e lungo almeno venti “prova con questa!

Eh, non ci arrivo…magari lui…” dice indicando il pendolare seduto sul sedile di spalle, quello a cui da diversi minuti pare voler controllare lo stato di salute della cute. “Scusi?

Lui, chiamato in causa si gira e, in ginocchio sul sedile, armato della lunghissima lima per unghie, inizia l’operazione di recupero del portafortuna. Ormai tutto il vagone segue con apprensione i fatti. Riuscirà il nostro eroe a salvare il piccolo portafortuna? Tenta da sopra…niente. Tenta di lato, ma è troppo lontano. Tenta da sotto, lo raggiunge, lo spinge e…è fatta! Finalmente il protafortuna, una piccola e coloratissima trottola di legno, torna nelle mani della sua felice proprietaria che ringrazia il gentilissimo e coraggioso salvatore.

Nota: le due signore in questione erano mitiche, di quelle che appena le vedi pensi che debbano per forza essere incredibilmente simpatiche. Signora del portafortuna, se mi stai leggendo sappi che “ti lovvo“.

ti-lovvo

 

Il Diario di un Lettore Pendolare ossia piccole (dis)avventure e riflessioni di un accanito #lettorependolare. Leggi qui il primo post di presentazione.


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