Diario di un Lettore Pendolare: Cin Cin!

Diario di un lettore pendolare #7 - Cin Cin!

Venerdì, ore 18.30 circa. Nella mia testa i cori dell’alleluja festeggiano l’arrivo del tanto atteso fine settimana. Salgo in treno con uno spirito sereno e tranquillo: nulla, nulla al mondo, potrà rovinare il viaggio del venerdì sera. Il treno si avvia, pochi minuti e si ferma alla stazione successiva. Ed è in quel momento che le sento…

Ragazzeeeee“. Una sola semplice parola, ma capace di far gelare il sangue nelle vene del più veterano dei pendolari. Sono loro, sono tornate: le impiegate assatanate hanno invaso il vagone.

Mi guardo in giro con sguardo di terrore e scopro che questa volta forse mi andrà meglio, non ci sono 5 posti vicini e sono costrette a separarsi. In uno spietato gioco delle sedie, inizia la caccia al posto libero. Si avventano sugli ultimi rimasti restando sospese a mezz’aria per vedere se tutte sono riuscite ad appropriarsi di un sedile libero. Come un piccolo branco di suricati osservano il territorio: occhio sbarrato, testa che ruota a scatti per localizzare le compagne, (più o meno) silenziosi segnali di intesa. È fatta. Poi se ne accorgono: una di loro è rimasta in piedi, chiaramente una dilettante, una novellina del gruppo che ha ancora molto da imparare.

Lemuri

Gruppo di suricati sull’attenti

Con una chiappa già posata sul sedile, in una posa plastica da bagno pubblico, una delle veterane la guarda e le dice:
Nooo tesoro, ma vuoi sederti?
Ora dico, che cosa ti aspetti che risponda che hai già le unghie conficcate nel tessuto del sedile?
No, grazie, figurati.
Ecco, appunto. Ma lei rincara la dose, poggia un’altra mezza chiappa e insiste:
Ma daaiii, sei rimasta in piedi tutto il giorno, io sono stata sempre seduta.
E allora alzati e falla sedere, ti pare?
Ma no, davvero stai tranquilla.
Vabbé dai, ci alterniamo.
e con queste parole incolla definitivamente anche l’ultima mezza chiappa.

Raggiunto l’equilibrio la situazione si tranquillizza, il rumore pian piano si riduce e io mi rimetto a leggere. Sono appena tornato tra le pagine del mio libro quando…

Puff!
Yeeeehhh, congratulazioni!

Eh già, perché saranno sporchi, pieni, rumorosi e ritardatari, ma sui treni succedono anche cose belle, ed è così che il sacro viaggio del venerdì sera diventa anche momento di festa, quando un gruppo di ragazzi, spumante e bicchieri di plastica alla mano, festeggia con allegria uno di loro che, finalmente, ha un contratto a tempo indeterminato.

 

Il Diario di un Lettore Pendolare ossia piccole (dis)avventure e riflessioni di un accanito #lettorependolare. Leggi qui il primo post di presentazione.


Commenti

Diario di un Lettore Pendolare: Cin Cin! — 11 commenti

    • Hai ragione! Un caso simile (ma peggiore) lo trovi descritto nel post “Le impiegate assatanate” che mi hanno fatto impazzire con i loro video sul cellulare.

    • Davvero! Ti immagini? “Sì grazie, alzati”. Oddio, sarebbe stata una scena impagabile. Quello che mi ha fatto più sorridere (ma anche deprimere allo stesso tempo) è che un posto di lavoro fisso ormai sia diventato una tale rarità da spingere la gente a organizzare festeggiamenti persino in treno. Però concordo, fa sempre piacere!

  1. Sono in macchina (al posto del accompagnatore)e sto leggendo la tua esperienza a mio marito ed entrambi siamo alle lacrime delle risate! Bravo!Ieri ho viaggiato in treno anch’io e pensavo proprio a cosa avresti detto di trovati al mio posto…ragazza scatenate e un altra che si è scolata una birra e due sandwich con tanto di rutto…

    • Grazie! No dai, il rutto no! Ma davvero?! Cavolo, mi perdo sempre i personaggi migliori… Dovrei iniziare a cambiare un po’ tratta, per il gusto del brivido.

      • Si,sembra incredibile,ma è vero…sarà la forza che da il branco,non lo so.Ha fatto un ruttino che sicuramente è scappato ma si sono messe tutte a ridere e a quel punto aspettavo che iniziasse la “guerra dei ruttini”…ma hanno avuto un minimo di raziocinio e hanno lasciato perdere.Ma la birra in quelli bicchieroni è qualcosa di allucinante su un treno…che ne so,magari non sono abituata,caspita,erano l’una e venti di pomeriggio!Comunque,ho visto anche dimostrazioni di civiltà che pensavo perse,anche tra giovani.Diciamo che la giornata è finita a pari.

        • A me per fortuna non è ancora capitato. Poi nel bicchioerone di plastica (immagino), in treno e a quell’ora è ancora più terribile. Comunque ci sono semrpe sorprese in agguato. Per fortuna, come dici, ci sono anche tanti esempi di comportamenti migliori 😉

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