Diario di un Lettore Pendolare: le impiegate assatanate

Diario di un lettore pendolare #5 - le impiegate assatanate

Stazione. Ore 19 del 23 dicembre. Ultimo giorno di lavoro. Due luci in lontananza nella galleria, il familiare stridio a 5000 dB, uno sbuffo e le porte si aprono. Ultimo viaggio in treno del 2014, basta questo ad alleggerire lo spirito. Salgo e cerco con lo sguardo un posto per sedermi. Ed eccolo lì, due gruppi da quattro sedili praticamente vuoti. Ognuno ha un solo occupante e io, ovviamente, scelgo quello a destra con la signora che legge.

Quando il treno riparte io sono già immerso tra le pagine del saggio “Breve storia di (quasi) tutto” di Bill Bryson, un libro che mi sta regalando molte soddisfazioni. Qualche minuto e il treno arriva alla fermata successiva. Nonostante sia concentrato sul mio libro, il sesto senso del pendolare è sempre in allerta: il campanello di allarme sta suonando.

Distrattamente ritrorno alla realtà e la sento. “Quiiii! Quiiii! Ragazzeeeeee! Qui ci sono cinque posti! Ci stiamo tutteeee!”. Santo Cielo! Ma è lei?! Quando alzo lo sguardo è già troppo tardi: l’esploratrice delle Impiegate Assatanate ha già lanciato borse, sacchetti e cappotti tutto intorno a me per occupare i sedili. Sono fregato. E circondato: tre si piazzano ai posti liberi nel gruppo di sinistra; una di fronte a me e l’ultima accanto a me, di fronte alla signora che legge.

Le conosco bene le Impiegate Assatanate, spesso mi imbatto nel loro variegato e chiassoso gruppetto durante il viagio di ritorno dall’ufficio. So di non avere speranza alcuna. Illudendomi penso “Beh dai, vedranno che sto leggendo. Poi c’è anche la signora che legge. Dai, sono sicuro che si modereranno.”. Il sesto senso del pendolare mi guarda altezzoso e con rassegnato disprezzo mi dice: idiota.

Purtroppo ha ragione lui, la prospettiva delle vacanze ha annebbiato la mia capacità di ragionare con freddezza. Il treno non ha nemmeno ripreso la sua marcia che, con sincronia perfetta, tutte tirano fuori lo smartphone. Nella puntata di oggi: video cretini di Natale. Sì certo, a tutto volume. Che domande fate anche voi?

“Guardate questo! Ce l’avete?” – dice l’Esploratrice, facendo partire un video con angioletti sbaciucchiosi al quale segue un coro di “Oooh, noooo, non ce l’ho!” “Allora ve lo passo!”

“E questo lo avete visto? Ce l’avete?” – dice sempre l’Esploratrice, che evidentemente è la più social del gruppo, facendo partire quello che, almeno dal suono, ha tutta l’aria di essere una versione di Jingle Bells suonata dalle flautolenze di Babbo Natale (giuro). Dopo qualche risatina segue l’ovvia risposta “Nooo, passamelo dai!”.

Io ostinato cerco di continuare a leggere, ma mi rendo conto che delle ultime dieci righe non ho capito nulla così chiudo il libro rassegnato. E prendo appunti. Perché se non posso leggere, mie care, state sicure che sul Diario di un Lettore Pendolare ci finite di sicuro.

Nel frattempo una delle altre se ne esce con un timido “E questo invece lo avete visto?” – risatina – “Guardalo, ma non farlo vedere però” – risatina – “Guardalo solo tu” dice rivolta a quella di fronte a me. Si tratta chiaramente di un video porno-natalizio. Avete presente quelli con foto di maschioni seminudi che, sulle note di All I want for Christmas is you di Mariah Carey si susseguono indossando solo il cappello di Babbo Natale (probabilmente non in testa) o un paio di stivali neri e una barba bianca posticcia stando a cavallo di una renna peluche? Ecco, sono pronto a scommettere che si trattava di una cosa del genere.

Nel frattempo la cagnara continua: tra “Questo ce l’hai?” “Questo lo vuoi?” “E tu lo vuoi?” “E tu?” “Etuetuetu?” “E cosa hai regalato?” “Cosa prepari per Natale?” “E per la vigilia?” “E per Capodanno?” “Noooo, ma è facile da fare?!” “Nooooo, ma sei troppo brava, io non ho mai voglia di fare niente” “Noooo, ma io faccio portare a ciascuno qualcosa” “Nooo…”.

Pochi minuti alla mia fermata, finalmente vedo la luce. Neanche le Impiegate Assatanate sono riuscite a farmi perdere il buon umore dato dalla consapevolezza di essere in ferie. Ferie! Sono praticamente quasi arrivato che la tizia alla mia destra emette un piccolo colpetto di tosse.

Poi, quasi con timore, dice: “Mmmm… ho un fastidio alla gola… Ma da oggi pomeriggio eh! Non avevo niente prima. Proprio da oggi pomeriggio” – colpetto di tosse – “Mah. Speriamo che non sia niente. Però ho proprio un fastidio. Qui, alla gola.”

Io dico: tu, hai un fastidio alla gola il giorno prima delle ferie e osi sederti di fianco a me?! Me ne sbatto se è solo da oggi pomeriggio! E aspetti pure venti minuti prima di palesare la tua situazione di contaminatrice dei mezzi pubblici?! Tra l’altro dopo che mi hai alitato in faccia per tutto il viaggio?! Stai scherzando vero? Quarantena! Se ti ammali prima delle ferie torni in taxi, non prendi un treno! Oppure prima di salire ti attacchi un bel cartello al collo con scritto “Infetta. Alta carica virale. Elemento da isolare”. Certa gente è proprio senza vergogna.

Finalmente la mia fermata, mi avvio alla porta camminando a passo spedito cercando di seminare i virus che di certo mi stanno rincorrendo maligni. Con ancora in testa la voce di Mariah e le flautolenze di Babbo Natale, metto piede sulla banchina. Ora è ufficiale: sono in vacanza.

 

Il Diario di un Lettore Pendolare ossia piccole (dis)avventure e riflessioni di un accanito #lettorependolare. Leggi qui il primo post di presentazione.


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