Diario di un Lettore Pendolare: si parte!

Diario di un lettore pendolare #1 - si parte

Da un po’ di tempo mi gira per la testa l’idea di condividere con voi il mio essere Lettore Pendolare perché, e chi è costretto al mio stesso tran-tran lo sa bene, i mezzi di trasporto sono dei luoghi incredibili, fonti inesauribili di ispirazione, di incontri (spesso bizzarri), di grandi giramenti di palle…insomma, di stress. Cercavo le parole giuste per introdurre questa serie di post e stamattina mi si sono presentate davanti, perfette.

Una mattina come tante: solito treno, solito viaggio, soliti ritardi. Tutto nella norma insomma. Tutto tranne il libro, cominciato proprio oggi: Gli omicidi della “Z” di Joseph Jefferson Farjeon. Non pensate subito male, l’ispirazione non arriva dagli omicidi, anche se potrebbe benissimo.

Farjeon è nato a Londra nel 1883 e ha scritto questo romanzo nel 1932, parliamo quindi di 82 anni fa. Se avesse il dono della preveggenza o se le ferrovie italiane del 2014 siano allo stesso livello di quelle inglesi del secolo scorso non è dato sapere, ma leggendo queste parole ho pensato “Cavolo, ma è la mia vita. Temperley sono io!”. Quindi eccole a voi:

“Particolarmente deprimente era stato quel viaggio. Per nulla avevano contribuito a ravvivarne le prime fasi le nebbiose banchine delle stazioni del Lancashire lungo le quali il treno era passato. Le ombre avevano lambito le file dei bidoni di latte a Carnforth. Lancaster era stata raggiunta in un umido crepuscolo; Preston, nella notte piovigginosa. A Preston c’era stata la seccatura del cambio. Temperley aveva aspettato tre ore il treno Glasgow-Londra – tre ore nella stazione di Preston in un’umida notte domenicale! – e quando il treno era arrivato, era pieno zeppo. Sembrava colpito da un morbo chiamato Gente, i cui sintomi chiazzavano i finestrini fumosi e giallastri di luce.
C’era stato un unico momento di gioia quando, in mancanza di un vagone letto – e crepi l’avarizia – Temperley aveva elevato la propria condizione di viaggiatore trasferendosi in una carrozza di prima classe. Gli era costato diciassette scellini: e con questo? Potersi allungare da finestrino a finestrino, mentre altrove ciondolava l’umanità stipata e sudata da cui si è fuggiti – un cuscino da sei penny sotto la testa, una coperta da uno scellino sui piedi – questa sì che era davvero un’oasi di beatitudine!
Ma poi era arrivato un vecchio, che s’era appropriato dell’altro posto da finestrino a finestrino, e aveva riempito di grugniti e mugugni lo spazio appena occupato. C’era stata una piccola disputa a proposito dell’aria fresca. “Quest’uomo e io siamo fatti di sostanze chimiche diverse”, aveva pensato Temperley, “Come sarebbe bello ammazzarlo!”.”
[Gli omicidi della “Z”. Joseph Jefferson Farjeon. Ed. I bassotti – Polillo Editore. 2013]

Beh, carissimo Farjeon, devi sapere che il mio treno neanche ce l’ha la prima classe e non esistono i cuscini e le copertine, ma per il resto la descrizione è perfetta. Ah! E io, in tutto questo, provo anche a leggere il tuo libro. Non ho potuto fare a meno di sorridere e di pensare alla faccia di Farjeon se fosse qui oggi, a viaggiare con me.

Il treno, la metropolitana, l’autubus e tutti i mezzi che quotidianamente in molti prendiamo per andare a lavoro o scuola, sono luoghi caratterizzati da una fauna variegata, personaggi di diverso genere si contendono i pochi centimetri quadrati di spazio: c’è chi legge e chi ascolta musica, chi parla e chi urla, chi lavora e chi brontola…non manca proprio niente. Allora perché non parlarne? Ecco quindi che prende vita Il Diario di un Lettore Pendolare, una serie di post che racconterà episodi, disavventure, considerazioni, riflessioni, improperi contro il Signor Trenord e la Signora Trenitalia sua sposa, scorci di dialoghi, insomma tutto ciò che capita a un accanito pendolare. Non ci sarà un appuntamento fisso: di quando in quando, ogni volta che l’occasione si presenterà, cercherò di mostrarvi uno scorcio di quel treno dove ogni giorno passo un’ora del mio tempo, sperando di farvi almeno sorridere. Perché se non la prendiamo ridendo allora è davvero la fine.


Commenti

Diario di un Lettore Pendolare: si parte! — 2 commenti

  1. Ma questa rubrica è fantastica! Da pendolare condivido tutto quello che hai provato leggendo il passo di Farjeon… neanche nel trenino che tutte le mattine mi porta al lavoro c’è la prima classe ovviamente ma siamo cmq stipati come sardine!!! Meno male che ci sono i libri a tenerci compagnia ^^
    Buone letture e buon viaggio

    • Grazie! Guarda, è un’idea che valutavo da un bel po’ ormai e ora che è scoppiata la vena creativa ho già un sacco di materiale. Poi, dopo l’esodo di questa mattina sono ancora più deciso. Alla prossima puntata allora e buone letture anche a te.

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