Diario di un Lettore Pendolare: Il Terribile Ronzio

Diario di un lettore pendolare #3 - il terribile ronzio

Milano, 27 novembre. Ore 19, praticamente notte. Vagoni semi-pieni, aria ancora sufficientemente ossigenata, canonici cinque minuti di ritardo: insomma, un viaggio cominciato in maniera del tutto normale. Fino al momento del nefasto segnale…

La fortuna di salire in treno qualche fermata prima delle stazioni preferite dai lavoratori pendolari mi permette quasi sempre di trovare un posto a sedere, situazione ideale per leggere tranquillo o, come nel caso di questa sera, fare quattro chiacchiere con amici che ogni tanto condividono con me il viaggio.

Tutto procede nella norma: il treno viaggia con la sua manciata di minuti di ritardo – cosa che ormai è entrata nelle piccole-grandi certezze della vita di ogni pendolare – si parla un po’ di lavoro, di libri, di stupidate varie e i minuti passano, le fermate scorrono fuori dai finestrini accompagnate dalla nostra scarsa attenzione. All’improvviso però il campanello d’allarme del pendolare navigato emette il suo segnale: qualcosa non va. La discussione si interrompe di colpo ed entrambi guardiamo fuori dal finestrino in cerca di un qualsiasi punto di riferimento. Ma niente, l’oscurità è totale. “Dove siamo?” chiedo. “Mah, non so… Da quanto siamo fermi?” “Cinque Minuti? Dieci forse.” Ed è in questo momento che lo sentiamo, il Terribile Ronzio, il Flagello dei Pendolari: l’altoparlante del capotreno si è attivato. Nel vagone cala il silenzio, fiati sospesi e sguardi indagatori frugano ogni angolo.

Saw - l'Enigmista

Scena del film “Saw. L’enigmista”. Particolare del suddetto video-messaggio

Voi non potete capire: quel suono sommesso ha il potere di generare il panico tra i viaggiatori, un terrore innato che farebbe impallidire anche i video-messaggi del sadico Enigmista della serie di film Saw. Tutti siamo consapevoli che qualcosa di male sta per abbattersi sulle nostre teste, ma è il non sapere ancora cosa la vera tortura, l’origine della paranoia. E così partono le scommesse: “Malfunzionamento agli impianti di circolazione!” gridano da laggiù in fondo; “No, è di sicuro un allagamento” butta lì chi in questi giorni vuole puntare sul sicuro; “Malore! Di certo malore! Non esce dall’affollatissimo Milano-Torino dello scorso giugno. Si tratta di Malore.” dice lo scommettitore accanito sventolando le sue tavole di probabilità; “Non dite stupidate, si tratta di un guasto al treno precedente.”

Proprio quando i toni inziano a scaldarsi, il Terribile Ronzio viene sostituito da un fruscio, un respiro profondo, un sospiro… “Si avvisano i signori passeggeri che il treno subirà qualche minuto di ritardo a causa di…” la pausa ad effetto carica di sadico piacere sembra durare minuti, ore. I pendolari nel panico cominciano a scrutarsi l’un l’altro chiedendosi se avranno puntato sul disagio vincente. L’attesa è snervante, ma ecco, dice qualcosa: “Subirà qualche minuto di ritardo a causa de… L’Incrocio”.

L’Incrocio. Eccolo. L’imprevisto tra gli imprevisti. La novità. La carta del mazzo non ancora uscita. Il silenzio confuso comincia a cedere spazio a timide domande sussurrate. “L’incrocio? Che vuol dire?”. “Incrocio?! Non c’è sulle mie tavole di probabilità. Questo cambia tutto. Tutto!”.

Così, quando pochi minuti dopo il treno si rimette lentamente in marcia, i pendolari sanno che da ora in avanti insieme ai guasti, ai malori, agli allagamenti e ai malfunzionamenti, dovranno fare un piccolo spazio per questo nuovo imprevisto, lo sconosciuto e misterioso Incrocio.

Nota dell’autore: racconto romanzato basato su fatti realmente accaduti. Nello specifico “L’Incrocio” è il vero, sebbene non chiaro, motivo del ritardo di ieri sera.

 

Il Diario di un Lettore Pendolare ossia piccole (dis)avventure e riflessioni di un accanito #lettorependolare. Leggi qui il primo post di presentazione.


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