Diario di un Lettore Pendolare

Il Diario di un Lettore Pendolare, una raccolta di post con i quali condivido le mie (dis)avventure di Lettore Pendolare. Perché chi ogni giorno è costretto a prendere treni, autobus o metropolitane sa che i mezzi di trasporto sono una inesauribiule fonte di ispirazione e di…disperazione! Tra ritardi, personaggi bizzarri, incontri ravvicinati del terzo tipo, riflessioni e sarcastiche polemiche,  questa parte del blog raccoglie una parte di me che voglio condividre con voi. Raccontare gli episodi spesso assurdi nei quali mi ritrovo coinvolto quasi quotidianamente sarà per me un modo di esorcizzare l’incavolatura e per voi, spero, un modo per farvi quattro risate e immergervi per qualche minuto nella vita frenetica e imprevedibile di un Lettore Pendolare. Siete pronti a salire in carrozza?

Diario di un Lettore Pendolare: Come al mercato

Finalmente arriva il treno. Prendo posto e con impazienza tiro fuori il libro, entusiasta all’idea di potermi finalmente perdere tra le sue pagine. Facciamo la prima fermata, le porte si aprono ed ecco giungere alle mie orecchie il loro inconfondibile e agghiacciante richiamo: “Quiiiii, qui ci sono due postiiiii“, dice lei, con la sua voce nasale e le sue vocali allungate.

Tremate, tremate – sussurra il mio Io interiore – le impiegate assatanate son tornate.

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Diario di un Lettore Pendolare: la festa, le Mammas e no cioè

Treno, dieci giorni fa (giorno più, giorno meno)…

“No guarda, non so che fare per la festa di Lamartina… sono andata a vedere un posto dove una sua amichetta ha festeggiato lo scorso anno, a lei era piaciuto un sacco perché la festeggiata aveva una grande poltrona e tutti andavano lì a darle i regali e la guardavano mentre li apriva e adesso anche lei vuole avere questa poltrona per il suo compleanno. Troppo carina! Ma non c’era posto.”

Popolo, adorate Lamartina e portatele doni.

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Diario di un Lettore Pendolare: La lamentona

Ndr. Mettete la punteggiatura un po’ dove vi pare, lei non l’ha mai usata.

“No perché io non posso mica lavorare così scusa” – Dice alla sua amica sedendosi.

“Cioè quella non mi parla mai mi ignora proprio voglio dire è lì che parla con quell’altra e quando mi avvicino smettono e lei se ne va.”
“Ah ma io gliel’ho detto eh le ho chiesto perché smettono di parlare quando ci sono io e quell’altra mi fa magari non vuole far sapere gli affari suoi a te non vuol dire che parliamo sempre di te.”
“Ma mica sono scema io se non gli sto bene faccia domanda per trasferirmi ma io non posso mica lavorare così eh e non voglio certo chiedere trasferimento per colpa di una stronza ah no se vuole lo chiede lei.”
“io ormai faccio così entro la mattina lavoro e non guardo in faccia nessuno.”

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Diario di un Lettore Pendolare: trasporti…eccezionali?

Quelli che si chiamano trasporti eccezionali…

Ringrazio tantissimo la mia amica Lisa che, sul treno per Malpensa, si è imbattuta in questo bizzarro bagaglio e ha pensato a me!

(Il fatto che ormai il vedere cose assurde in treno, come il piede di uno scheletro che spunta da una valigia, faccia pensare a me, devo dire, mi lusinga assai)

Trasporti eccezionali

Diario di un Lettore Pendolare: confusione biologica

Allora, intanto qui dice che la tartaruga acquatica è un rettile quando in realtà è un anfibio.

Ma no…ma guarda che è come il coccodrillo.

Appunto, è un anfibio. Invece la rana è un rettile.

Oddio, ora mi fai venire i dubbi. Fai crollare le certezze di una vita…

Sì sì, è così: la tartaruga è un anfibio e la rana un rettile.

No guarda: la tartaruga è un rettile mentre la rana è un anfibio. Ho controllato.

Grazie internet.

tartaruga di acqua

 

Diario di un Lettore Pendolare: il potere della mente

Lui, sulla banchina ritto davanti alla porta chiusa del treno appena arrivato.
Noi, tutti dietro in trepida attesa.
Lui, paziente, non muove un muscolo.
Noi, pazienti, ma un po’ meno, lo guardiamo.
I secondi che passano.
I pendolari che, sugli altri vagoni, salgono. 
Lui, sempre fermo nella sua posizione dominante, sguardo fisso sulla porta.
Noi, dietro, sempre più confusi.
Io che penso: “Sì, la porta è bella e l’abbiamo guardata abbastanza. Fai una foto che dura per sempre e andiamo?“.
Altri secondi scivolano via. La banchina quasi vuota.
Lui, sempre immobile, concentrato.
Io che, da dietro, allungo il braccio davanti al suo naso e premo il pulsante.
Le porte che miracolosamente si spalancano, che all’apertura telecinetica ci stiamo lavorando.
Lui che, impassibile, sale.
E noi anche. Finalmente.

Diario di un Lettore Pendolare: le Mammas

Due amiche, due giovani donne lavoratrici, due pendolari, ma soprattutto due Mammas. Perché loro hanno dei figli, figli piccoli, ed è giusto che tutto il treno lo sappia. Non si pensa ad altro, non esiste altro e, soprattutto, non si parla d’altro. Così ho fatto la conoscenza di Lamartina e di Ilpaolo, che si chiamano così, con l’articolo attaccato. Pian piano, tramite le loro Mammas, li sto vedendo crescere, mi struggo per i loro piccoli-grandi problemi da scolaretti elementari, mi riempio di entusiasmo per i loro primi risultati sportivi, mi preoccupo per i loro insistenti colpetti di tosse. Insomma, mi ci sto affezionando.

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Diario di un Lettore Pendolare: saggezza pendolare

Giovedì 9 giugno. 

Ore 17.55 – in ufficio
Io ci provo, esco subito. Voglio provare a prendere il treno prima, quello delle 18.12. Tu che fai?
Mi chiede il mio collega e compagno di viaggio e di sventure.
Mmm… ma guarda che sta piovendo” rispondo, col tono di chi sa il fatto suo. Lui mi guarda, io esplicito il sottinteso: “Quando piove i treni sono in ritardo. Sempre.
E vabbè, io corro, ci provo lo stesso.” ribatte.
Ok, io non ho voglia di correre. Esco tra qualche minuto con calma. E comunque…ci vediamo in stazione tra un po’” sentenzio profetico.
Vedremo. Allora vado, a domani.
Tra dieci minuti esco. A dopo.” rispondo sorridendo

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