Libri Vuoti, i nuovi orizzonti della Trash Editoria

A cosa servono i desideri - Fabio Volo

Giuro, non avrei mai pensato di doverlo fare.

Non avrei mai creduto di essere costretto ad arrivare a questo punto.

E invece, dopo mesi e mesi, forse anni, non ho scelta: devo riesumare la Trash Editoria, perché non esiste altro modo per affrontare certe cose…

Tutto è cominciato con una banale conversazione tra amici: si parla del più e del meno, del weekend appena trascorso, del freddo cane che attanaglia Milano neanche fossimo nel pieno dell’inverno delle tundre siberiane e poi arriva la rivelazione, la notizia che ti svolta la giornata.

Buttata lì quasi per caso, appena accennata “ieri ho visto un video de La stroncatura dove si parlava di un libro di Fabio Volo. Troppo divertente. L’avete vista? Dai la cerco.

Ed ecco Michela Murgia che ci parla di A cosa servono i desideri, ultima fatica letteraria di Fabio Volo. La pubblicazione risale agli ultimi mesi del 2016 ma io, fino a oggi, ho vissuto in una felice e innocente ignoranza, brutalmente assassinata da una banale pausa caffè.

Premessa: ciò che mi ha obbligato a rispolverare la Trash Editoria non è il fatto che si tratta di un libro di Volo, ma proprio la natura del libro in sé, perché scritto da un altro non avrebbe fatto la differenza.

Cominciamo col dire che usare il verbo “scrivere” per parlare di questo libro… ok, passo indietro: cominciamo col dire che usare il sostantivo “libro” e il verbo “scrivere” per parlare di questa cosa è già di per sé una violenza.

A cosa servono i desideri di Fabio Volo edito da Mondadori è un favoloso esempio di come non si dia troppa importanza alla vita degli alberi: un insieme di pagine ognuna delle quali riporta una – e badate bene, una e una sola – frase, un piccolo pensierino o una domanda che dovrebbe far riflettere il lettore. Ben 154 pagine in buona parte vuote, alla modica cifra di 12 euro, prezzo di copertina.

12 sudati euro per comprare 150 foglietti di dimensione tascabile già parzialmente scarabocchiati… no perché una risma di A4 costa molto meno. Insomma, se proprio il libro me lo devo scrivere da solo, almeno non sono costretto a girare intorno alle frasette assurde scritte da Fabio Volo.

Qui siamo oltre i libri di youtuber e starlette, anni luce dalla pochezza dei libri puramente macinasoldi di vip in cerca di una nuova fonte di reddito: Fabio Volo e Mondadori hanno lanciato una vera e propria nuova letteratura, una roba che meriterebbe scaffali dedicati nelle librerie: libri vuoti.

Già mi immagino pubblicità altisonanti come “Diventa scrittore! Completa da solo l’ultimo libro di Fabio Volo!” o ancora “Dopo i libri da colorare finalmente sono arrivati i libri da scrivere, da oggi in tutte le librerie!“.

Ma siamo seri? Ma c’è gente che lo compra davvero? E non serve che rispondiate, ve lo dico io: sì. Molti, va detto, sono vittime dell’acquisto online, che convinti di comprare un romanzo si trovano tra le mani il più caro block notes (usato) della storia. E i numerosi commenti sugli store online non lasciano dubbi.


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