Se anche il relax va di corsa

Questa mattina ho letto un articolo interessante sull’Huffington Post che esponeva i risultati di uno studio condotto dalla ricercatrice Rebecca Treiman: in breve i risultati dello studio sostengono che leggere velocemente è quasi come non leggere affatto e questo perché non registriamo veramente i contenuti, limitandoci a una comprensione del testo per sommi capi. Se volete approfondire qui trovate l’articolo integrale.

Ma perché si legge veloce? Lasciando perdere le letture d’obbligo, ad esempio dovute al lavoro, per le quali spesso e volentieri abbiamo il tempo contato, la lettura di piacere non dovrebbe essere una maratona. Invece i lettori più accaniti, cadono di frequente in questa trappola.

In questi ultimi anni, aver aperto un blog mi ha dato la possibilità di fare la conoscenza di molti altri lettori e, tra questi, di altre persone che hanno deciso di condividere questa loro passione attraverso i social network o i blog. Non è affatto raro, e se provate a fare un giro in rete ve ne renderete conto da soli, finire su siti nei quali campeggiano banner multicolore che inneggiano a traguardi letterari degni di un campione olimpionico – “nel 2016 ho già letto 100 libri!“, “Record 2015; millemila libri letti!!!” – per non parlare poi delle sfide che infestano la rete: leggere un tot di libri in un certo tempo; leggere quei particolari libri entro una tal data e via così. Io, che ho problemi persino con i gruppi di lettura, non riesco davvero a comprendere il fenomeno. Avere tempi prestabiliti, su un’attività che per me è rilassante, mi disturba. Non tutto deve per forza avere una data di scadenza.

Inoltre, è davvero così importante la quantità? Siamo sicuri che questa non metta in ombra la qualità della nostra lettura? E attenzione, non parlo di qualità dei libri letti, ma proprio dell’attività in sé: quanto capiamo? Quanto ricordiamo? Com’è possibile leggere un libro e nel frattempo pensare in modo ossessivo a quello che leggeremo dopo? E cosa più importante: quanto ne godiamo?

Qualche tempo fa aveva addirittura fatto la sua comparsa una app che avrebbe avuto il gran merito di aiutarci ad accelerare il nostro ritmo di lettura. A quale scopo?

Per quanto mi riguarda, e di certo chi mi segue se ne sarà accorto, ultimamente ho molto allentato la presa e rallentato il ritmo. Leggo quotidianamente, esattamente come facevo prima, ma con molta più calma. L’unica cosa che mi dispiace è che il blog inevitabilmente un po’ ne risente e viene aggiornato con meno frequenza, ma pazienza: la fretta mi stava togliendo il gusto. Questo è anche il motivo per cui dall’inizio dell’anno ho respinto tutte le proposte di lettura che ho ricevuto da editori e autori: non avevo più voglia di vivere la lettura con l’ansia da prestazione e non perché i diretti interessati mi mettessero fretta, ma il sapere di avere un libro lì ad aspettarmi e, soprattutto, che qualcuno fosse dall’altra parte della tastiera ad attendere il relativo post mi stava facendo passare la voglia di leggere e scrivere. Meglio darci un taglio, almeno per il momento.

La verità è che oggi viviamo in un mondo dove andare di fretta è la prassi: viviamo di corsa e senza goderci davvero niente. Pensiamo sempre al dopo e questo non è sano. Non guardiamo un tramonto, lo fotografiamo così dopo possiamo condividerlo sui social. Non guardiamo un film, lo lasciamo scorrere pensando che dopo andremo a bere una birra. Non gustiamo un pranzo, lo divoriamo perché intanto dobbiamo mandare quelle importantissime mail di lavoro. A volte dovremmo imparare a tirare il freno.


Commenti

Se anche il relax va di corsa — 2 commenti

  1. Sono d’accordo. Bisogna prendersi il tempo di godersi le cose belle della vita e magari andare di fretta su quelle meno piacevoli per lasciarsele alle spalle il prima possibile, invece di perdere tempo a lamentarsi senza far nulla per cambiare la situazione. Il tempo trascorso a leggere non è mai sprecato :)

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