Dalle copertine in serie a quelle d’artista

Cooper - Rua Copertine Porta

Torno con piacere sull’argomento copertine che da un po’ di tempo mi sta decisamente coinvolgendo. Più volte, con ironia, vi ho parlato della moda degli editori di dotare i romanzi di tremende copertine in serie (ne ho parlato qui, quiqui e qui e, se ve lo state chiedendo, la risposta è sì, ne parlerò ancora). Oggi però vorrei affrontare la questione da un’altra prospettiva.

La copertina di un libro, inutile negarlo, ha il difficile compito di attirare l’attenzione del potenziale lettore. Per questo, la moda markettara del momento segue una semplice regola che potremmo sintetizzare così: “YoungLettrice91 ha amato alla follia After e la sua copertina fluo? E allora che fluo sia!” e in un attimo gli scaffali si riempiono di un’infelice quantità di copertine omologate, abiti scadenti di romanzi copia-incolla. Il vantaggio evidente è che YoungLettrice91 riuscirà a localizzare i libri potenzialmente di suo gusto senza nemmeno fare lo sforzo di leggere un titolo, l’autore o la trama e, soprattutto, senza prendersi il disturbo di fare un giro tra gli scaffali. Come una macchina da guerra entra, colpisce ed esce. Dodici secondi in tutto. Perché farle fare un giro tra gli scaffali è peccato mortale.

L’abile mossa è stata usata, e lo è tuttora, per interi filoni di romanzi, per specifici autori, o per scrittori “alla comanda” esperti nell’emulazione su richiesta: “Oggi mi fai due Cooper, un Brown e due…anzi tre pornoromanzi. Ah, e in uno infilaci un vampiro ninfomane che proviamo a riagganciare i Twilighttiani che li stiamo perdendo“. Ecco quindi apparire dozzine di libri con fasci di luce, con frati incappucciati di spalle e con coppie di ragazzini in piena pubertà esplosiva che si fissano vogliosi. E non voglio nemmeno affrontare l’argomento titoli…per ora.

Tutto questo si ripete giorno dopo giorno, mese dopo mese. Poi, un paio di giorni fa, leggo un articolo su Il Post che parla di un concorso che da tre anni si tiene nel Regno Unito e risponde al nome di Academy of Book Cover Designers Awards, in cui una giuria di esperti premia le dieci copertine più belle per altrettante categorie. Quello che salta subito all’occhio è la grande originalità grafica che, almeno per buona parte degli editori italiani, si è persa da tempo (vi invito a guardare le immagini nell’articolo).

Sempre lo stesso giorno mi passa sotto gli occhi anche un articolo de Il Libraio in cui si parla di un progetto molto particolare dal nome Recovering the classics: 750 tra artisti e designer hanno proposto una versione del tutto originale di copertine per i grandi classici della letteratura. Su Facebook qualcuno ha giustamente obiettato, dicendo che cambiare la copertina non cambia il contenuto, ma quante volte giudichiamo un romanzo solo dal suo abito? Quante volte, in particolare per titoli sconosciuti, siamo portati a pensare che no, quel libro non fa per noi, ha l’aria così pesante, sembra così noioso. Sarà vero? Una copertina più attraente potrebbe dare quella spinta in più, permettendo di scoprire che il tanto temuto libro non era poi così male, anzi.

Cent'anni di solitudine - copertina Andrea Elia

In Italia artisti professionisti o amatoriali non mancano di certo e l’immagine che vedete qui a fianco ne è un chiaro esempio: si tratta del disegno di Andrea Elia, lettore e proprietario della pagina Facebook Anche i ragazzi leggono, che ha reinterpretato la copertina del romanzo Cent’anni di solitudine di Gabriel Garcia Marquez creando una veste originale e, soprattutto, diversa dagli standard (qui trovate il post con la sua spiegazione). Una copertina capace di attirare l’attenzione del lettore che vaga indeciso tra gli scaffali di una libreria.

Non posso fare a meno di chiedermi: arriverà il giorno in cui gli editori italiani metteranno un attimo da parte l’asettico marketing per dare di nuovo un po’ di spazio all’arte, alla creatività e all’originalità? E soprattutto, arriverà il giorno in cui, entrando in una libreria, non saremo più travolti da antiestetiche pigne di libri tutti uguali per essere invece accolti da tante piccole opere d’arte, da tanti romanzi diversi con un loro titolo, un loro autore, la loro copertina e, soprattutto, la loro identità?

Nota: l’immagine è di proprietà di Andrea Elia, prima di qualsiasi utilizzo vi invito a contattare l’autore.


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