Caro Vincenzo Salemme, vorrei rispondere…

Plutone

… alla tua domanda di ieri su Repubblica: i sassi di Plutone ci cambiano la vita? Ammetto che quando ho letto il tuo articolo non ho potuto fare a meno di provare un po’ di tristezza per le tue affermazioni, perdonami, un po’ superficiali. Quindi lascia che provi a spiegarti la mia opinione.

Quello che scrivi nel tuo articolo e che, purtroppo, ha trovato anche discreto riscontro sulla tua pagina Facebook da parte di chi ti segue, è la chiara prova di una mentalità sbagliata, una mentalità che sta portando il mondo della ricerca al fallimento: l’idea che la ricerca scientifica (e non) debba per forza generare un ritorno economico sta distruggendo le speranze di chi, di questo, vuole vivere. Le persone che ti hanno osannato per questo tuo articolo, probabilmente sono le stesse che si lamentano che il loro povero figlio, che tanto ha studiato, non trova lavoro. Grazie a persone che la pensano così non saranno mai trovate cure per le malattie rare perché nessuno vuole investire centinaia di migliaia, se non milioni di euro per trovare la cura a una malattia che affligge una manciata di persone nel mondo: è chiaro, non si ripagherebbe mai; meglio brevettare la nuova pastiglia per i dolori mestruali e lasciare che le persone affette da morbi con nomi che nessuno conosce vivano la loro vita finché natura concede.

Caro Vincenzo, se in passato tutti l’avessero pensata come te, oggi staremmo camminando su una Terra presumibilmente piatta, adoreremmo il dio fulmine e il dio muflone e urleremmo di terrore di fronte a un’eclissi solare o chissà, magari saliremmo in cima a un monte a sacrificare la vergine del villaggio: perché forse non lo sai, ma un tempo le eclissi erano considerate segni di sciagura perché nessuno era in grado di spiegarle. Noi oggi sappiamo farlo proprio grazie alla ricerca spaziale che tu critichi.

Se tempo fa una persona non avesse passato i suoi anni a fare stupidamente accoppiare inutili piante di piselli, noi oggi non conosceremmo, non sapremmo prevedere e di certo evitare le malattie genetiche ereditarie; se qualcuno, secoli addietro, non avesse dedicato la sua vita alla ricerca di esseri microscopici per l’epoca inesistenti e forse anche blasfemi, oggi tu, io e chi ti appllaude rischieremmo di morire per un banale raffreddore.

Trovo sia triste, nel 2015, leggere commenti di persone che pensano che il sapere e la conoscenza siano superflui, che debbano essere perseguiti solo se capaci di portare soldi nelle nostre tasche. A te e a loro vorrei far notare anche questo: forse la foto di Plutone non ci cambia la vita, ma quello che non avete considerato è che per arrivare a fare questa foto, l’uomo ha dovuto ampliare le proprie conoscenze, ha dovuto studiare, provare e fallire allo scopo di creare una macchina capace di viaggiare per 9 anni e percorrere 5 miliardi di chilometri per arrivare a scattare questa foto. Sei così sicuro che questa tecnologia, un giorno, non potrà esserci utile? Sei davvero certo che queste competenze non potranno essere adattate in futuro ad altri campi quali, ad esempio, la medicina?

Caro Vincenzo, tu trovi facili consensi in un momento di crisi andando a scomodare il sempreverde “con tutti quelli che muoiono di fame hanno speso soldi per andare nello spazio?“, beh è facile così. Allora io ti chiedo: tu e chi ti applaude la domenica andate mai allo stadio o guardate mai una partita di calcio in tv? Vi siete mai soffermati a pensare a quanti soldi rappresentano quelle ventidue persone? Milioni e milioni di euro pagati a un pugno di ragazzi solo per correre dietro a un pallone e la gente, correggimi se sbaglio, muore di fame anche la domenica. E non mi dire che questi sono soldi privati perché, pubblici o privati, sempre soldi sono e di sicuro sarebbero più utili nelle tasche di famiglie in difficoltà. Ma, certo, il calcio non si tocca, così come la televisione di cui tu fai parte e che in determinati casi usa soldi pubblici per strapagare dieci minuti del tempo di qualche grande personaggio e che, scusa se lo sottolineo, esiste solo grazie alla ricerca scientifica.

La risposta quindi è no, i sassi di Plutone non ci cambiano la vita, ma ci aprono la mente e ci spingono a superare i nostri limiti, non tanto per i sassi in sé, quanto per tutto quello che si trova dietro a quei sassi. Forse, come dici, le tue erano solo riflessioni scherzose e alla leggera, o forse lo dici adesso perché non ti aspettavi che qualcuno controbattesse. In ogni caso, sono riflessioni che pubblichi su un quotidiano nazionale quindi non stupirti se non tutti sono d’accordo con te: internet e i social sanno essere spietati e, purtroppo, non tutti sanno essere educati. A te e a chi è d’accordo con te però vorrei chiedere di provare a pensare a tutto quello che sta dietro e a ciò che quel sasso di Plutone rappresenta davvero per l’umanità: voi ci vedete solo una stupida roccia, io ci vedo un traguardo, un’evoluzione. Sapere che l’uomo è riuscito a spingersi quasi fino al limite del Sistema Solare è una cosa che mi emoziona e mi dà speranza: se siamo riusciti a fare questo, cosa potremmo ancora fare? Poi è vero, c’è gente che muore di fame, ma prima di scomodare Plutone, pensiamo a noi e a quanto spreco e suprerfluo c’è nella nostra vita e, magari, cominciamo da lì.


Commenti

Caro Vincenzo Salemme, vorrei rispondere… — 6 commenti

  1. Sono assolutamente d’accordo con te. La gente muore di fame perché altra gente si arricchisca, non certo perché si investe in ricerca.
    In un mio articolo riguardo New Horizons ho scritto “È così che vorrei vedere l’umanità impiegare la propria intelligenza: facendo scoperte, esplorando, studiando, imparando. Troppo spesso sprechiamo le nostre risorse nei modi più sbagliati, troppo spesso diamo all’universo il peggio di noi. Qualche volta, però, facciamo qualcosa di interessante. Penso che, se convertissimo le spese militari mondiali in progetti per la salvaguardia del nostro pianeta e l’esplorazione dello spazio, potremmo forse diventare una razza civile e vivremmo tutti meglio.”

    • Eh magari, sarebbe davvero un sogno. Purtroppo tale rimarrà perché si investe solo dove ci sono soldi da arraffare, soldi immediati. Conoscere oramai interessa a pochi sognatori.

    • Non voglio entrare nel merito perché credo proprio di non aver mai visto nulla di suo. Quel che è certo è che i soldi pagati da Repubblica per far parlare i comici di materie che non gli competono… beh, quelli sì che sono sprecati.

    • Grazie! Ho deciso di essere educato perché alla fine credo paghi di più, nonostante ieri fremessi giuro. Almeno in questo modo nessuno può attaccarsi ai toni e criticarmi per questo, se vorranno criticare dovranno farlo per i contenuti 😉

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