#TuNonLeggi e l’ottusità di alcuni lettori

#TuNonLeggi

Un titolo un po’ forte, me ne rendo conto ma ogni tanto ci vuole anche questo. Ci vuole un bello scossone per far ritornare in funzione il cervello di alcune persone che, evidentemente, hanno deciso di mandarlo in vacanza anticipata. Per chi frequenta poco Twitter, come il sottoscritto, faccio una breve sintesi.

Qualche giorno fa è stato lanciato su Twitter l’hashtag #TuNonLeggi, chiedendo ai follower di completare la frase in un tweet. Non avendo la certezza di chi lo ha lanciato, ma solo un sospetto, evito di farne il nome. Posso comunque dirvi che, se i miei sospetti fossero fondati, seguo da tempo il profilo in questione e so che le iniziative social che lancia sono sempre animate da un buon fine. Questa volta forse c’è stata un’eccessiva fiducia nel prossimo o, chissà, un’ingenua disattenzione: sta di fatto che un hashtag di tal forma già parte male, si presta facilmente a una visione negativa e accusatoria.

Ebbene, in breve tempo questo hashtag ha cominciato a girare e, tra un commento e l’altro, si sono distinte sempre più stupide frasi cariche di insulti gratuiti e, francamente, esagerati nei confronti dei non lettori. Questi sono solo alcuni esempi ma potete trovarne altri su Cultora.

#TuNonLeggi sarai più povero di pensieri, curiosità, conoscenza e più solo.
#TuNonLeggi e rimani piccolo piccolo nella tua ignoranza e nel tuo mondo fatto di esteriorità.
#TuNonLeggi e il destino ti riserverà solo un implacabile mediocrità.

E vorrei far notare “un implacabile” senza apostrofo. No, perché il lettore ottuso non perde occasione per vantarsi della sua smisurata cultura.

Io non frequento Twitter molto assiduamente e quando ho scoperto questa cosa, lo ammetto, mi sono innervosito parecchio e mi sono lasciato andare a un commento a caldo un po’ aggressivo forse, ma che rappresentava e rappresenta ancora adesso a mente fredda, la mia opinione su questo genere di lettori.

Commento Facebook su #TuNonLeggi

Il confronto va sempre bene e ben venga anche il desiderio di coinvolgere chi ci sta intorno in qualcosa che riteniamo bello, la cosa non vale solo per la lettura. Ma dov’è il rispetto? Cosa ti fa pensare di essere superiore solo perché “lettore”? Beh, non lo sei. E io, da lettore, non ci sto a farmi rappresentare da persone così ampiamente superficiali e limitate, persone che forse leggono molto ma che evidentemente non capiscono niente, persone che dall’alto della loro estrema cultura non hanno ancora compreso che insultare, ghettizzare ed etichettare non porta mai a nulla di buono.

Voi, lettori ottusi, siete l’esempio vivente che leggere non rende più intelligenti e siete la prova lampante di quanto diceva Umberto Eco qualche giorno fa: i social danno la parola a legioni di imbecilli. Dire la propria opinione è un sacrosanto diritto, ma farlo con rispetto è un innegabile dovere. Il rispetto per gli altri è fondamentale.

Forse alcune persone non leggono, forse lo faranno più avanti o forse no, ma chi siete voi per giudicare? Magari non aprono un libro, ma dedicano il proprio tempo libero ad attività altrettanto ammirevoli. Non tutti è chiaro, ma cosa vi fa credere di essere migliori? A voi, lettori saccenti, io chiedo: in quanti, tra una pagina e l’altra, trovate il tempo di crescere davvero come persone?

Da lettore vi dico: provate a chiudere un po’ il libro che avete in mano, mettete da parte i vostri profili social per mezza giornata e provate ad affacciarvi alla vita vera. E sveglia! Non avete trovato la cura ultima per il cancro, state solo leggendo un libro quindi scendete dal piedistallo perché questo non vi rende necessariamente migliori degli altri. E non lo dico io, lo dite voi con le vostre stupide frasi. Pensateci la prossima volta che deciderete di elevarvi a baluardo della lettura perché, in realtà, la massacrate con il vostro snobismo.

E ora coraggiosi lettori ottusi che siete arrivati in fondo, ditemi: che sensazione dà leggere un post (volutamente) pieno di insulti con l’amara consapevolezza di esserne il bersaglio? Spero brutta, almeno quanto quella che ho provato io scrivendolo.


Commenti

#TuNonLeggi e l’ottusità di alcuni lettori — 10 commenti

  1. Che poi, se uno non legge, non avrà neanche letto gli insulti. Ps:mi son piaciuti i tuoi “insulti”…
    Avevo proprio bisogno della permanente!
    Buoma giornata e buon lavoro

    • Infatti pare proprio che sia stata una battaglia a uno perché i “non lettori” non hanno nemmeno risposto, dimostrando una certa superiorità se posso dire. O, come dici tu, nemmeno se ne sono acccorti. Un po’ come #ioleggoperché, vissuta dai lettori e ignorata dai non lettori i quali, probabilmente, nemmeno hanno saputo della sua esistenza. Ovviamente i miei insulti erano volutamente esagerati, ho provato a usare l’approccio psicologico dei bambini: ti faccio vedere cosa si prova a stare dall’altra parte. Dubito comunque che servirà a qualcosa…ma chissà!
      Buona giornata a te!

  2. Ciao!
    Devo dire che mi sto un po’ stancando delle iniziative del social network riguardo a chi ce l’ha più lunga (scusate il francesismo)
    Tutto ciò è molto triste per la visibilità che raggiungono queste cose.
    Dai lettori che si ritengono esseri speciali e supervalutati aspetterei un comportamento diverso.

    • Ciao Ana!
      Direi che non potevi proprio trovare parole migliori. Alla fine tutto si riduce sempre a una “questione di misure”. Ma basta, viviamo tutti sereni e lasciamo vivere sereni anche gli altri. Dopotutto se uno non legge, a me, che male fa? Per cercare di coinvolgere bisogna usare altre strade. Non voglio immaginare questi alle prese con i propri figli che, se l’approccio è questo, dubito diverrano futuri lettori instancabili…

  3. Io mi chiedo come possano alcuni lettori non interrogarsi su cosa perdano loro, nel tempo che dedicano alla lettura.
    C’è sicuramente un arricchimento, ma allo stesso tempo anche una perdita di qualcosa d’altro.
    È chiarissimo che si tratti di una scelta legata alla propria indole, francamente non ho mai capito cosa si nasconda dietro queste fazioni.

    • Semplice mania di protagonismo o forse, chissà, una inconscia consapevolezza di non essere poi incredibili come si pensa e, per soffocarla, tentano di rendere peggiori gli altri. Certo, io non sono uno psicologo… Hai ragione comunque: la lettura è un ottimo modo di arricchirsi interiormente e di crescere, ma di certo non è l’unico. Evitiamo le ipocrisie. Il tempo a nostra disposizione è quello che è e inevitabilmente, dedicarlo a qualcosa preclude la possibilità di fare altro.

  4. Sbam!!!Ben detto!Basta con ‘sto snobismo imperante!L’equazione “tu leggi=sei più intelligente degli altri” non ha senso di esistere.Bel post,ci voleva,anche per discostarci un po’ da iniziative volte a fare di tutta l’erba un fascio…

    • Grazie mille! Da quando ho aperto il blog e, soprattutto, i profili social, ho notato un vero e proprio crescendo autocelebrativo di alcune persone (lettori in questo caso, ma il discorso vale anche più in generale). A volte vorrei davvero conoscere certa gente per vedere se è poi così speciale come pensa di essere.

  5. Ciao Fabio e buon sabato!
    Ho aperto poco fa il pc e mi è caduto l’occhio sul tuo articolo e… grazie per averlo scritto!
    Premetto, anche io frequento poco Twitter, anche se ho un profilo, e di questa iniziativa non sapevo niente. Probabilmente, come hai detto tu, è nata a buon fine ma come troppo spesso con i social è deragliata! Sono indignata del fatto che certa gente possa sentirsi superiore solo perché “legge”, non è certo solo questo a determinare lo “spessore” di una persona, anzi (a quanto pare). Io leggo perché mi piace, perché è una passione e un hobby e ho amici che non hanno assolutamente intenzione di prendere un libro in mano. Persone degnissime, che hanno studiato, non sono analfabete e conducono una vita ricca e piena di interessi. Le etichette sono sempre orribile, qualunque esse siano, e se è questo che significa essere “lettore”, be’ non ci sto… un interessantissimo articolo, bravo!

    • Ciao Jerry! Ti ringrazio molto. Mi rendo perfettamente conto che i toni sono un po’ forti questa volta, ma spero sia chiaro l’intento di questo articolo. Forse me la prendo troppo per alcune cose, ma #TuNonLeggi è stata solo l’ultima, l’ennesima prova di snobismo da parte di una buona fetta di lettori. La cosa mi infastidisce ancora di più perché da persone che tanto vantano una gran cultura, mi aspetterei comportamenti un po’ più coerenti. Chissà se un giorno si riuscirà a lasciare da parte tutta questa cattiveria gratuita…i social sono un’ottima potenzialità e uno strumento incredibile di comunicazione, ma in mano ad alcuni diventano davvero pericolosi.

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