Corpi senza volto

corpi senza volto - tess gerritsen

Torno a parlarvi di Tess Gerritsen, autrice di thriller che ho scoperto solo negli ultimi tempi e che, pian piano, sto cercando di recuperare perché merita davvero. Il romanzo di oggi, Corpi senza volto, è il terzo della serie dedicata a Jane Rizzoli e Maura Isles e, come i precedenti, non deluce le aspettative.

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Signor Malaussène

Signor Malaussène - Daniel Pennac

Eccomi di ritorno! Le vacanze sono finite e ho un paio di libri di cui parlarvi, a cominciare da Signor Malaussène di Daniel Pennac, quarto romanzo del ciclo omonimo. Ho letto questo libro subito dopo aver terminato il saggio Come un romanzo, forte dell’entusiasmo che mi aveva suscitato, ma devo ammettere che questo romanzo mi ha convinto meno dei precedenti.

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Diario di un Lettore Pendolare: confusione biologica

Allora, intanto qui dice che la tartaruga acquatica è un rettile quando in realtà è un anfibio.

Ma no…ma guarda che è come il coccodrillo.

Appunto, è un anfibio. Invece la rana è un rettile.

Oddio, ora mi fai venire i dubbi. Fai crollare le certezze di una vita…

Sì sì, è così: la tartaruga è un anfibio e la rana un rettile.

No guarda: la tartaruga è un rettile mentre la rana è un anfibio. Ho controllato.

Grazie internet.

tartaruga di acqua

 

Come un romanzo

Come un romanzo - Daniel Pennac

Oggi vi parlo del saggio Come un romanzo di Daniel Pennac. Ho terminato la lettura qualche giorno fa, ma complici altri impegni e lo scarso tempo a disposizione, le parole del povero Pennacchioni sono rimaste tranquille a fermentare in attesa del momento. Questo periodo di riflessione ha solo potuto confermare la mia prima impressione, quella di avere tra le mani un libro fantastico, del quale condivido tantissime affermazioni.

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Diario di un Lettore Pendolare: il potere della mente

Lui, sulla banchina ritto davanti alla porta chiusa del treno appena arrivato.
Noi, tutti dietro in trepida attesa.
Lui, paziente, non muove un muscolo.
Noi, pazienti, ma un po’ meno, lo guardiamo.
I secondi che passano.
I pendolari che, sugli altri vagoni, salgono. 
Lui, sempre fermo nella sua posizione dominante, sguardo fisso sulla porta.
Noi, dietro, sempre più confusi.
Io che penso: “Sì, la porta è bella e l’abbiamo guardata abbastanza. Fai una foto che dura per sempre e andiamo?“.
Altri secondi scivolano via. La banchina quasi vuota.
Lui, sempre immobile, concentrato.
Io che, da dietro, allungo il braccio davanti al suo naso e premo il pulsante.
Le porte che miracolosamente si spalancano, che all’apertura telecinetica ci stiamo lavorando.
Lui che, impassibile, sale.
E noi anche. Finalmente.

Diario di un Lettore Pendolare: le Mammas

Due amiche, due giovani donne lavoratrici, due pendolari, ma soprattutto due Mammas. Perché loro hanno dei figli, figli piccoli, ed è giusto che tutto il treno lo sappia. Non si pensa ad altro, non esiste altro e, soprattutto, non si parla d’altro. Così ho fatto la conoscenza di Lamartina e di Ilpaolo, che si chiamano così, con l’articolo attaccato. Pian piano, tramite le loro Mammas, li sto vedendo crescere, mi struggo per i loro piccoli-grandi problemi da scolaretti elementari, mi riempio di entusiasmo per i loro primi risultati sportivi, mi preoccupo per i loro insistenti colpetti di tosse. Insomma, mi ci sto affezionando.

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Il GGG

Il GGG - Roald Dahl

Oggi vi voglio parlare del romanzo per ragazzi Il GGG di Roald Dahl, una lacuna giovanile che da tempo volevo colmare e a cui ho finalmente rimediato spinto dall’imminente uscita del film al cinema.

Ricordo ancora quando, alle scuole medie, un mio compagno di allora e amico di oggi mi parlava entusiasta di questo libro, una storia che lo aveva letteralmente conquistato. Ho aspettato anni, ma finalmente ho fatto anche io la conoscenza di questo Grande Gigante Gentile.

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Diario di un Lettore Pendolare: saggezza pendolare

Giovedì 9 giugno. 

Ore 17.55 – in ufficio
Io ci provo, esco subito. Voglio provare a prendere il treno prima, quello delle 18.12. Tu che fai?
Mi chiede il mio collega e compagno di viaggio e di sventure.
Mmm… ma guarda che sta piovendo” rispondo, col tono di chi sa il fatto suo. Lui mi guarda, io esplicito il sottinteso: “Quando piove i treni sono in ritardo. Sempre.
E vabbè, io corro, ci provo lo stesso.” ribatte.
Ok, io non ho voglia di correre. Esco tra qualche minuto con calma. E comunque…ci vediamo in stazione tra un po’” sentenzio profetico.
Vedremo. Allora vado, a domani.
Tra dieci minuti esco. A dopo.” rispondo sorridendo

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