Diario di un Lettore Pendolare: La lamentona

Ndr. Mettete la punteggiatura un po’ dove vi pare, lei non l’ha mai usata.

“No perché io non posso mica lavorare così scusa” – Dice alla sua amica sedendosi.

“Cioè quella non mi parla mai mi ignora proprio voglio dire è lì che parla con quell’altra e quando mi avvicino smettono e lei se ne va.”
“Ah ma io gliel’ho detto eh le ho chiesto perché smettono di parlare quando ci sono io e quell’altra mi fa magari non vuole far sapere gli affari suoi a te non vuol dire che parliamo sempre di te.”
“Ma mica sono scema io se non gli sto bene faccia domanda per trasferirmi ma io non posso mica lavorare così eh e non voglio certo chiedere trasferimento per colpa di una stronza ah no se vuole lo chiede lei.”
“io ormai faccio così entro la mattina lavoro e non guardo in faccia nessuno.”

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Diario di un Lettore Pendolare: trasporti…eccezionali?

Trasporti eccezionali

Quelli che si chiamano trasporti eccezionali…

Ringrazio tantissimo la mia amica Lisa che, sul treno per Malpensa, si è imbattuta in questo bizzarro bagaglio e ha pensato a me!

(Il fatto che ormai il vedere cose assurde in treno, come il piede di uno scheletro che spunta da una valigia, faccia pensare a me, devo dire, mi lusinga assai)

Trasporti eccezionali

Corpi senza volto

corpi senza volto - tess gerritsen

Torno a parlarvi di Tess Gerritsen, autrice di thriller che ho scoperto solo negli ultimi tempi e che, pian piano, sto cercando di recuperare perché merita davvero. Il romanzo di oggi, Corpi senza volto, è il terzo della serie dedicata a Jane Rizzoli e Maura Isles e, come i precedenti, non deluce le aspettative.

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Signor Malaussène

Signor Malaussène - Daniel Pennac

Eccomi di ritorno! Le vacanze sono finite e ho un paio di libri di cui parlarvi, a cominciare da Signor Malaussène di Daniel Pennac, quarto romanzo del ciclo omonimo. Ho letto questo libro subito dopo aver terminato il saggio Come un romanzo, forte dell’entusiasmo che mi aveva suscitato, ma devo ammettere che questo romanzo mi ha convinto meno dei precedenti.

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Diario di un Lettore Pendolare: confusione biologica

Allora, intanto qui dice che la tartaruga acquatica è un rettile quando in realtà è un anfibio.

Ma no…ma guarda che è come il coccodrillo.

Appunto, è un anfibio. Invece la rana è un rettile.

Oddio, ora mi fai venire i dubbi. Fai crollare le certezze di una vita…

Sì sì, è così: la tartaruga è un anfibio e la rana un rettile.

No guarda: la tartaruga è un rettile mentre la rana è un anfibio. Ho controllato.

Grazie internet.

tartaruga di acqua

 

Come un romanzo

Come un romanzo - Daniel Pennac

Oggi vi parlo del saggio Come un romanzo di Daniel Pennac. Ho terminato la lettura qualche giorno fa, ma complici altri impegni e lo scarso tempo a disposizione, le parole del povero Pennacchioni sono rimaste tranquille a fermentare in attesa del momento. Questo periodo di riflessione ha solo potuto confermare la mia prima impressione, quella di avere tra le mani un libro fantastico, del quale condivido tantissime affermazioni.

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Diario di un Lettore Pendolare: il potere della mente

Lui, sulla banchina ritto davanti alla porta chiusa del treno appena arrivato.
Noi, tutti dietro in trepida attesa.
Lui, paziente, non muove un muscolo.
Noi, pazienti, ma un po’ meno, lo guardiamo.
I secondi che passano.
I pendolari che, sugli altri vagoni, salgono. 
Lui, sempre fermo nella sua posizione dominante, sguardo fisso sulla porta.
Noi, dietro, sempre più confusi.
Io che penso: “Sì, la porta è bella e l’abbiamo guardata abbastanza. Fai una foto che dura per sempre e andiamo?“.
Altri secondi scivolano via. La banchina quasi vuota.
Lui, sempre immobile, concentrato.
Io che, da dietro, allungo il braccio davanti al suo naso e premo il pulsante.
Le porte che miracolosamente si spalancano, che all’apertura telecinetica ci stiamo lavorando.
Lui che, impassibile, sale.
E noi anche. Finalmente.

Diario di un Lettore Pendolare: le Mammas

Due amiche, due giovani donne lavoratrici, due pendolari, ma soprattutto due Mammas. Perché loro hanno dei figli, figli piccoli, ed è giusto che tutto il treno lo sappia. Non si pensa ad altro, non esiste altro e, soprattutto, non si parla d’altro. Così ho fatto la conoscenza di Lamartina e di Ilpaolo, che si chiamano così, con l’articolo attaccato. Pian piano, tramite le loro Mammas, li sto vedendo crescere, mi struggo per i loro piccoli-grandi problemi da scolaretti elementari, mi riempio di entusiasmo per i loro primi risultati sportivi, mi preoccupo per i loro insistenti colpetti di tosse. Insomma, mi ci sto affezionando.

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